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Storia della Germania : tardo Medioevo e primo Rinascimento
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Il Grande Interregno vide tre dinastie disputarsi i diritti sulla Corona imperiale: gli Asburgo, i Wittelsbach, la casata di Lussemburgo.

Nel 1273 gli elettori posero fine al Grande Interregno, scegliendo Rodolfo I d’Asburgo. Questi estese e rafforzò il potere del suo casato; sconfitto Ottocaro II di Boemia, ne confiscò le terre d’Austria, Stiria, Carinzia e Carniola, elevando così gli Asburgo tra le grandi potenze dell’impero. Il figlio ed erede Alberto I cercò di proseguire la politica espansionistica del padre, ma venne fatto uccidere dagli elettori che scelsero quale successore il conte Enrico di Lussemburgo.

 

Con la sede pontificia trasferita da Roma ad Avignone (vedi Cattività avignonese) Enrico intervenne nella disputa tra guelfi e ghibellini nel tentativo di ristabilire l’autorità imperiale in Italia: attraversate le Alpi nel 1310, sottomise temporaneamente la Lombardia e si fece incoronare imperatore a Roma, ma poco dopo morì durante il tentativo di sottrarre Napoli ai francesi.

La scena tedesca fu a quel punto nuovamente dominata dalla guerra civile, fino a che il candidato al trono dei Wittelsbach, Ludovico il Bavaro, non sconfisse il rivale Federico I d’Asburgo nella battaglia di Mühldorf nel 1322. Incoronatosi imperatore contro la volontà di Giovanni XXII, a cui oppose un antipapa, nella disputa ottenne una prima vittoria con la dichiarazione di Rense (1338), nella quale gli elettori stabilivano che da quel momento il re dei tedeschi eletto con voto di maggioranza sarebbe diventato imperatore, senza che fosse necessaria l’incoronazione da parte del papa.

Nel 1347, tuttavia, gli elettori tedeschi, che temevano il crescente potere di Ludovico, elessero al suo posto Carlo IV di Lussemburgo. Con la Bolla d’Oro (1356) questi assegnò permanentemente ed ereditariamente il titolo di grandi elettori agli arcivescovi di Magonza, Treviri e Colonia, al conte del Palatinato renano, al duca di Sassonia, al margravio di Brandeburgo e al re di Boemia.

Il figlio di Carlo, Sigismondo, fu occupato principalmente a seguire gli affari interni della Boemia, attraversata dal movimento del riformatore Jan Hus: finito costui sul rogo come eretico, la Boemia fu sconvolta da un’ondata di sollevazioni popolari e di conflitti armati, le cosiddette guerre hussite.

Morto senza lasciare eredi, Sigismondo ebbe come successore, eletto all’unanimità, il genero Alberto d’Austria, della linea degli Asburgo, imperatore con il nome di Alberto II. Con lui, la corona imperiale divenne in pratica ereditaria. Alberto II morì nel pieno della guerra civile in Boemia e di una invasione ottomana dell’Ungheria, regioni perse poi dal cugino e successore Federico III, che in più vendette il Lussemburgo alla Francia per sostenere la sua lotta con i turchi alle frontiere e con i principi tedeschi ribelli, che tuttavia nel 1486 lo costrinsero ad abdicare.

Lega anseatica
Lega anseatica. Encarta
Il figlio Massimiliano I, sposandosi con Maria di Borgogna, acquisì ricchissimi possedimenti che comprendevano le prospere città fiamminghe. Con il matrimonio del figlio Filippo con Giovanna, erede al trono spagnolo, ottenne la Spagna con i suoi domini in Italia e nel Nuovo Mondo; analogamente acquisì l’Ungheria e la Boemia combinando le nozze del nipote Ferdinando con la figlia di Ladislao II Jagellone. "Germania," Microsoft® Encarta
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