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Storia tedesca : la rivalità austro-prussiana
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Intorno al 1740 la posizione dominante di Austria e Prussia rispetto a tutti gli altri stati tedeschi appariva evidente.

Il casato degli Hohenzollern, ricevuto il Brandeburgo nel XV secolo, aveva acquisito una serie di nuovi territori a occidente, non uniti geograficamente, il più importante dei quali era la Prussia, posta al di là dei confini orientali dell’impero, ereditata come ducato polacco nel 1618 e trasformata in regno indipendente nel 1701. Federico Guglielmo I di Prussia era determinato a unire i suoi possedimenti sparsi in uno stato militare centralizzato di tipo moderno, capace di imporsi agli interessi locali.

 

Grazie all’azione di una burocrazia efficiente, riempì le casse del tesoro e amministrò il paese in modo da poterlo dotare di un esercito forte e bene organizzato. Il successore Federico II il Grande mise a frutto l’eredità paterna cercando inoltre di espandere la Prussia a spese della Polonia e dell’Austria, migliorando nel contempo l’amministrazione e l’economia prussiane, a sostegno della potenza militare.

Da parte sua l’imperatore Carlo VI, nell’intento di mantenere unite le terre degli Asburgo, promulgò la Prammatica sanzione nel 1713, dichiarando che la sua unica figlia, Maria Teresa, gli sarebbe succeduta al trono imperiale. Quando morì nel 1740, tuttavia, gli elettori di Baviera e Sassonia rifiutarono di rispettare la disposizione; Federico II di Prussia offrì allora il suo sostegno a Maria Teresa in cambio della ricca provincia della Slesia. Ricevutone un rifiuto, egli invase la regione, dando inizio alla guerra di successione austriaca (1740-1748). Allarmata dalle vittorie militari di Federico, Maria Teresa si affrettò a firmare con lui la pace di Dresda nel 1742, cedendogli la contestata Slesia.

Determinata tuttavia a riconquistare la regione perduta, Maria Teresa strinse un’alleanza con Elisabetta di Russia, mentre Giorgio II di Inghilterra, temendo un possibile attacco francese all’Hannover, si legava a sua volta a Federico.

L’antica rivalità tra Asburgo e Valois fu dimenticata quando il cancelliere austriaco, il principe Kaunitz, riuscì a convincere Luigi XV, timoroso della Prussia, ad allearsi con Maria Teresa. Il sovrano di Prussia, prendendo atto dell’accerchiamento organizzato ai suoi danni, anticipò gli avversari e attaccò per primo invadendo la Sassonia e la Boemia. La guerra dei Sette anni che seguì (1756-1763) si concluse con una conferma dello status quo iniziale.

La principale aspirazione del sovrano di Prussia era tuttavia l’acquisizione della striscia di territorio polacco che separava dagli altri i possedimenti del Brandeburgo. Dato che anche l’Austria cercava di compensare a est la perdita della Slesia, nel 1772 risultò facile trovare un accordo tra le due potenze tedesche e la Russia per una prima spartizione della Polonia.

Poco dopo, rimasto vacante il trono bavarese, l’imperatore Giuseppe II, erede di Maria Teresa, tentò di annettersi la regione, ma fu fermato da Federico, postosi a capo della Lega dei principi, scatenando la guerra di successione bavarese (1778-79). Giuseppe si rivolse allora nuovamente a Oriente, ma una guerra contro i turchi (1788-1791) si dimostrò infruttuosa. Escluso dalla seconda spartizione della Polonia (1793), due anni dopo ne pretese una terza, che determinò la totale dissoluzione del regno polacco.

Federico Guglielmo I
Federico Guglielmo I. Encarta
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