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Storia della Germania : la guerra dei Trent’anni
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I conflitti iniziarono nella Boemia protestante, che rifiutò di accettare il cattolico Ferdinando II come re e futuro imperatore; nel 1618 i cechi costituirono un proprio governo, scegliendo come re l’elettore protestante Federico V del Palatinato, ma Ferdinando sconfisse le forze boeme nella battaglia della Montagna Bianca (1620) e restaurò il cattolicesimo con la forza.

I principi protestanti si opposero quindi alla presenza di truppe spagnole in Germania e diedero il loro sostegno a Cristiano IV di Danimarca che, sostenuto dagli olandesi e dagli inglesi, invase la Germania nel 1625, dando inizio a una nuova fase della guerra, conclusa con la sconfitta di Cristiano e con l’emanazione da parte di Ferdinando dell’Editto di restituzione (1629), che imponeva la restituzione di tutte le proprietà della Chiesa cattolica confiscate dai protestanti a partire dal 1552.

 

Una terza fase della guerra si aprì quando Gustavo II Adolfo di Svezia invase la Pomerania come paladino dei principi protestanti. La guerra si prolungò per anni, con le due armate contrapposte che devastavano le campagne senza riuscire a ottenere vittorie decisive; nel 1635 fu dichiarato l’armistizio e l’Editto di restituzione venne revocato.

Oltre agli svedesi, anche i francesi, guidati dal cardinale Richelieu, erano determinati a sottomettere gli Asburgo. In una quarta fase della guerra iniziarono perciò a sostenere l’esercito svedese perché continuasse l’offensiva, mentre le loro truppe attraversavano il Reno. Dovettero trascorrere altri tredici anni di guerra perché l’imperatore Ferdinando III e i principi deponessero le armi.

Con la pace di Vestfalia (1648) venne riconosciuta la sovranità e l’indipendenza di ogni stato del Sacro romano impero, togliendo così ogni effettivo potere alla stessa autorità imperiale; fu stabilito inoltre che la religione di ciascuno stato tedesco dovesse essere decisa dal principe dello stato stesso. In materia religiosa venne confermato lo status quo: i possedimenti degli Asburgo, così come il sud e l’ovest della Germania, restavano cattolici, mentre i protestanti (la cui fede otteneva il riconoscimento ufficiale) avrebbero potuto mantenere le terre acquisite.

Alla fine del lungo conflitto la Germania aveva perduto circa un terzo della sua popolazione, decimata dalla guerra, dalla fame o dalla peste; le perdite materiali furono enormi e disastrose.

"Germania," Microsoft® Encarta

Ferdinando II d’Asburgo
Ferdinando II d’Asburgo. Encarta
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