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L'economia della Croazia
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La Croazia era, con la Slovenia, la più prospera delle sei repubbliche iugoslave: alla fine degli anni Ottanta contribuiva infatti nella misura del 25% alla formazione del prodotto interno lordo dell’intera federazione. Quasi i due terzi del territorio erano coltivati, mentre lo sfruttamento delle notevoli risorse minerarie rappresentava un settore di fondamentale importanza per l’economia del paese. Nell’industria, rilevanti erano inoltre i settori della lavorazione del petrolio, del ferro e dell’acciaio, oltre a quelli chimico, tessile, alimentare e meccanico.

Agli inizi degli anni Novanta l’economia croata versava tuttavia in una situazione difficile: circa 500 imprese statali dovettero dichiarare il fallimento e già nei primi mesi del 1991 la produzione industriale calò del 12% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; fu comunque in seguito all’aprirsi del conflitto interno – giugno 1991 – che il paese conobbe un drammatico e rapido declino. Numerose industrie furono danneggiate o distrutte durante i combattimenti e le perdite subite in guerra vennero valutate attorno ai 15 miliardi di dollari USA. Alla fine del 1992 l’inflazione toccò un tasso del 500% e la disoccupazione aumentò sensibilmente. Anche il settore del turismo, particolarmente importante per l’economia croata, subì una drastica diminuzione: si stima che le perdite siano state di circa 1,2 miliardi di dollari USA.

Nel 1993 la Croazia divenne membro del Fondo monetario internazionale, avviando un processo di privatizzazione delle imprese statali e della Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo. Nella difficile ripresa economica, i proventi derivati dal settore agricolo registrarono un aumento del 20%.

La politica di privatizzazione e il rilancio dell’industria promossi dal governo a partire dal 1996 hanno favorito una lenta ripresa, che ha iniziato ad attirare nel paese gli investitori stranieri; dal 1997 il turismo sulla costa dalmata è in netta ripresa. Numerosi restano tuttavia i problemi, tra cui il “costo” economico dei rifugiati bosniaci stabilitisi nel paese e il reinsediamento degli oltre 300.000 croati espulsi nel corso del conflitto.

Nel 2006 il tasso di disoccupazione, ancora elevato, era del 11,2%. Il PIL nel 2006 è stato di 42.925 milioni di dollari USA, pari a un PIL pro capite di 9.665,10 dollari. "Croazia," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009
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Economia della Croazia
Economia della Croazia. Encarta
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