Fotografie
Vulcani in Italia e rilievo italiano
Fotografie Italia

Ai due lati degli Appennini, ma con maggior evidenza e imponenza sul versante rivolto al mar Tirreno, dalla Toscana alla Campania, si hanno due orlature montuose, che nel loro insieme, molto vario e frammentato, formano l’Antiappennino.

Sono infine estranei a tali sistemi montuosi sia i rilievi della Sicilia centrale e meridionale (monti Erei, monti Iblei) sia quelli della Sardegna, dove si susseguono altipiani e massicci di origine antichissima, risalenti a circa 300 milioni di anni fa, resti di una orografia scomparsa, tra cui i rilievi dell’Iglesiente e, soprattutto, il massiccio del Gennargentu, dove si tocca la massima elevazione dell’isola (1.834 m).

 

Come tutti i territori geologicamente giovani, anche quello italiano è soggetto a processi di assestamento le cui principali manifestazioni sono rappresentate da movimenti della crosta terrestre (terremoti o sismi) e, in minore misura, dal vulcanismo.

Particolarmente interessate dall’attività sismica sono sia l’Italia nordorientale (si ricorda il disastroso terremoto del 1976 che colpì il Friuli) sia l’Italia centrale e meridionale, dalle Marche alla Campania (terremoto dell’Irpinia del 1980; dell’Umbria nel 1997; del Molise nel 2002), alla Basilicata, alla Calabria e alla Sicilia (terremoto della valle del Belice del 1968 e, risalendo al 1908, il più disastroso terremoto di Messina, che causò 60.000 morti).

Quanto all’attività vulcanica, la sua manifestazione più imponente è rappresentata dall’Etna, che è il maggior vulcano attivo d’Europa; altri vulcani attivi si trovano in due isole delle Eolie, e precisamente a Stromboli e a Vulcano. Infine il Vesuvio, alle spalle di Napoli, oggi è in fase di quiescenza dopo l’ultima eruzione del 1944, ma è l’unico vulcano attivo dell’Europa continentale.

Rischi ancora più gravi per il territorio derivano però dalla natura delle sue formazioni rocciose, spesso intaccate dalle frane e dagli smottamenti, facilmente soggette cioè ai dissesti idrogeologici, che si hanno allorquando le acque di precipitazione disgregano i suoli, attivando movimenti franosi sui pendii con la formazione di incisioni e calanchi, elemento caratteristico della morfologia peninsulare.

Nelle rocce calcaree, molto diffuse nei rilievi prealpini e appenninici, l’acqua provoca invece, per alterazione chimica dei loro minerali, l’erosione carsica.

Le catastrofi naturali inoltre sono spesso state aggravate, e continuano a esserlo, dagli interventi antropici: sul territorio italiano “pesa” infatti un’elevata densità di popolazione e un forte carico di attività umane. Ciò si esprime, ad esempio, nella riduzione eccessiva delle superfici coperte da boschi, grave soprattutto sui versanti montani e collinari, nella manomissione delle pendici franose, o comunque fragili, per costruirvi abitazioni o strade, nella eccessiva cementificazione del territorio, che impedisce alle acque piovane la naturale infiltrazione nel sottosuolo, facilitando all’epoca

Gran Sasso Italia
Gran Sasso Italia. Encarta
delle piogge gli ingrossamenti improvvisi e le conseguenti alluvioni dei fiumi, con esiti spesso disastrosi in un paese così densamente abitato. "Italia" Microsoft® Encarta
Ricerca personalizzata