Fotografie per taccuino fotografico
Fauna e flora della Corea del Sud
Immagini Corea del Sud

Il territorio è ricoperto per il 63,1% (2005) da foreste miste di conifere e latifoglie (che però sono state parzialmente sfoltite per sfruttarne il legname come combustibile), dove abbondano il pino, l’olmo, il pioppo, l’abete e il pioppo tremulo; il bambù, l’alloro e la quercia crescono nelle aree costiere meridionali. Mammiferi selvatici come la tigre, il leopardo, l’orso e la lince erano un tempo comuni nella penisola coreana, ma ora sono quasi completamente scomparsi a causa della deforestazione e della caccia di frodo.

La crescita economica del paese, che ha investito principalmente in attività industriali, ha determinato un forte impatto sull’ambiente, dando luogo a un grave inquinamento atmosferico, con alta concentrazione di emissioni nocive. Rilevante risulta anche l’inquinamento delle acque: nonostante i controlli e i progressi nei sistemi di smaltimento dei liquami, l’acqua potabile risulta spesso contaminata.

Molte specie animali sono scomparse per la perdita del proprio habitat naturale, mentre altre sono in via d’estinzione. Lo stato ha cercato di porre rimedio a questo problema con l’istituzione di vaste aree protette, che coprono una superficie pari al 3,9% del territorio, sotto forma di parchi e riserve naturali; tra i più estesi ricordiamo i parchi nazionali del Monte Chiri, del Monte Worak, del Monte Kaya nell’interno, e il Tadohae-Haesang nell’area costiera.

Il governo ha ratificato i Trattati per il legname tropicale del 1983 e del 1994 e accordi internazionali sull’ambiente in materia di biodiversità, desertificazione, specie in via d’estinzione, eliminazione degli scarichi in mare, protezione dell’ozonosfera, tutela delle zone umide.

"Corea del Sud," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009
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Vegetazione della Corea del Sud
Vegetazione della Corea del Sud. Encarta
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