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Le trasformazioni dell’ambiente naturale in Italia
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L’ambiente naturale ha subito in Italia trasformazioni assai profonde: parte dei boschi che un tempo ricoprivano quasi tutto il paese è stata abbattuta e le coltivazioni hanno sostituito largamente la vegetazione originaria.

A partire dall’Ottocento le costruzioni a uso abitativo e industriale, così come strade e ferrovie, hanno invaso anche le coste più impervie, come in Liguria; terreni acquitrinosi sono stati prosciugati: la piana di Grosseto, bonificata integralmente nel XX secolo, grazie alla presenza di tre stabilimenti per il sollevamento delle acque (idrovore), è percorsa da un fitto intreccio di canali, che la suddividono in appezzamenti di terreno coltivabile dalle forme perfettamente geometriche; con altrettanta regolarità si trovano distribuite in quest’area le case coloniche, i poderi, le fattorie.

 

L’area padana è quella che nel corso dei secoli ha conosciuto la più intensa e prolungata opera di trasformazioni da parte dell’uomo.

A partire dall’XI secolo le zone di bassa pianura, dai terreni molto fertili ma impregnati di eccessiva umidità, ricoperti da stagni e paludi, sono state quasi ovunque prosciugate; per contro, nelle zone aride e ciottolose dell’alta pianura sono stati realizzati canali d’irrigazione e scavati pozzi di captazione delle acque sotterranee.

Nel corso dei secoli i boschi sono stati confinati nei luoghi in cui l’agricoltura non poteva essere praticata agevolmente: sono state distrutte le grandi foreste planiziali (cioè “di pianura”) e c’è stata la scomparsa delle residue foreste di latifoglie convertite in cedui per la produzione di legna da ardere. Nel XX secolo, soprattutto dopo il secondo dopoguerra, si è assistito ad una minore presenza dell’uomo in campagna e in collina: i terreni boschivi sono stati abbandonati anche a causa del venir meno del significato economico dei boschi governati a ceduo.

Un certo rimboschimento spontaneo è in atto in larga parte degli Appennini. La causa va ricercata nell’abbandono, da parte delle popolazioni locali, di terreni ormai poco redditizi dal punto di vista agricolo, lasciati al bosco. Nello stesso modo, per l’abbandono di terre troppo laboriose e poco remunerative, va scomparendo un paesaggio che era tipico dell’Appennino centrosettentrionale, dalla Liguria alla Toscana e all’Umbria: quello dei terrazzamenti con muretti a secco delle pendici montuose e collinari, grazie ai quali era possibile coltivare anche i versanti ripidi, soggetti a dilavamento. "Italia" Microsoft® Encarta

Faraglione Pizzomunno Gargano
Faraglione Pizzomunno Gargano. Encarta
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