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Territorio italiano: rilievo e geografia italiana
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Le pianure si estendono complessivamente per circa 66.000 km²; di questi ben 46.000 spettano alla Pianura Padana, una vasta area triangolare affacciata al mare Adriatico e racchiusa tra le Alpi e gli Appennini, essenzialmente formata dai materiali detritici trasportati a valle da numerosi corsi d’acqua. La Pianura Padana è solcata dal Po (da cui appunto trae nome), tributario del mare Adriatico, e dai suoi affluenti, ma anche da altri importanti corsi d’acqua che sfociano direttamente in mare, tra cui l’Adige, il Piave e il Reno.

 

In alcune vallate degli Appennini e soprattutto lungo le coste, in corrispondenza delle foci fluviali, si hanno altre pianure, ma sono frammentate e di superficie assai modesta. Sono quasi tutte di origine alluvionale, come la Pianura Padana; ma molte di esse in origine erano acquitrinose e malariche e hanno dovuto essere bonificate.

Tra le pianure della sezione peninsulare si ricordano in Toscana il Valdarno, cioè la pianura formata dal fiume Arno nel suo tratto inferiore, e la Maremma (una pianura costiera che si estende in parte anche nel contiguo Lazio); nel Lazio l’Agro Pontino (che non a caso, sino al suo risanamento, veniva denominato Paludi Pontine); in Basilicata la Piana di Metaponto; in Calabria la Piana di Gioia; in Sicilia la pianura attorno a Catania e in Sardegna il Campidano.

La più vasta pianura italiana dopo la Pianura Padana, cioè il Tavoliere, è situata in Puglia, si estende per 3.000 km² e deriva da un progressivo sollevamento dei fondali marini, successivamente ricoperti da strati alluvionali. Infine si hanno pianure di origine vulcanica, formatesi per accumulo di ceneri e altro materiale eruttivo: sono terreni molto fertili, dei quali l’esempio più rilevante è la pianura attorno a Napoli.

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