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Storia dell'Ungheria
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Popolata fin dal neolitico, la regione fece parte delle province romane di Dacia e Pannonia, le prime dell’impero a subire le invasioni delle popolazioni germaniche, le quali furono soppiantate successivamente dagli unni. Dopo la morte di Attila, il territorio fu ripopolato da tribù germaniche, che nel corso del V secolo vennero scacciate dagli avari. Declinato il potere di questi ultimi, durante l’VIII secolo la popolazione slava dei moravi si stabilì nelle aree settentrionali e orientali della regione, mentre quelle sudoccidentali caddero sotto l’influenza carolingia.

Nel IX secolo, sotto la pressione dei peceneghi, la popolazione ugro-finnica dei magiari si spostò a occidente, stabilendosi nelle pianure pannoniche. Sotto la guida del principe leggendario Arpad i magiari conquistarono la Moravia, irrompendo anche in Italia, dove si scontrarono con Berengario, e in Germania. L’espansione magiara proseguì per più di mezzo secolo dopo la morte di Arpad (907). Sconfitti nel 955 dall’imperatore Ottone I, i magiari stabilirono un legame sempre più saldo con il Sacro romano impero, aprendosi all’influenza politica e religiosa occidentale. Géza, un discendente di Arpad, convertitosi al cristianesimo nel 975, gettò le basi di uno stato che il figlio Stefano I sviluppò anche grazie al sostegno della Chiesa di Roma: nel Mille egli venne infatti riconosciuto formalmente sovrano da papa Silvestro II.

Con Stefano I, detto il Santo, l’Ungheria si dotò di una nuova organizzazione politica e di un vero e proprio sistema amministrativo basato sulla divisione del territorio in comitati. Stefano sostenne l’attività degli ordini religiosi, favorendo la diffusione del cristianesimo. Alla sua morte, il paese fu coinvolto nel conflitto tra impero e papato, prendendo le parti di quest’ultimo. Grazie all’alleanza con papa Gregorio VII, Ladislao I rafforzò notevolmente lo stato e inaugurò una politica di espansione, conquistando la Slavonia (1089) e la Croazia (1091) e avviando un lungo conflitto per il dominio della Dalmazia.

Nel XII secolo la dinastia degli Arpad si avviò verso il declino. La crescente influenza dell’impero bizantino causò una riorganizzazione feudale dello stato magiaro e il trasferimento di una significativa parte del potere alla nobiltà.

Corona Santo Stefano
Corona Santo Stefano
Dopo la morte dell’imperatore Manuele I Comneno (1180) l’influenza bizantina si affievolì, ma i grandi feudatari conservarono i titoli e i privilegi acquisiti (Bolla d’oro Super reformationem Regni nostri, 1222). Nel XIII secolo Béla IV (1235-1270) cercò di rinsaldare l’autorità regia, ma il suo tentativo venne vanificato dall’invasione dei mongoli (1241-70), in seguito alla quale si riaffermò il potere dell’oligarchia nobiliare. La morte di Andrea III (1301) pose fine alla dinastia degli Arpad. Dopo una dura lotta dinastica che oppose gli Asburgo agli Angiò di Napoli, nel 1308 Carlo Roberto d’Angiò salì sul trono ungherese con il nome di Carlo I d’Ungheria. Ristabilito l’ordine all’interno del regno, Carlo I riaffermò il potere regio limitando i poteri della nobiltà feudale e riprese la politica espansionistica verso i Balcani, conquistando la Bosnia e parte della Serbia. "Ungheria," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009
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