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Storia recente del Regno Unito
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A partire dal 2003, la guerra contro l’Iraq e il terrorismo di matrice islamica dominò il dibattito politico britannico, alimentando aspre polemiche. In particolare, il governo venne accusato di aver fornito volutamente prove manipolate sulla capacità militare irachena al Parlamento, per conquistarne il consenso. Le accuse, rivolte al governo in un’inchiesta diffusa dalla BBC, provocarono un diffuso sconcerto e le dimissioni del portavoce del primo ministro. In seguito, ritenuto da un’inchiesta parlamentare all’oscuro della manipolazione delle prove (la cui responsabilità venne addossata ai servizi segreti), Blair chiese e ottenne le dimissioni del direttore della BBC e dell’autore dell’inchiesta. A lacerare ulteriormente il paese furono, nel luglio 2003, il suicidio dello scienziato David Kelly, ex ispettore dell’ONU, individuato come la fonte ispiratrice dell’inchiesta televisiva, e i risultati dell’Iraq Survey Group, che nell’ottobre 2004 concluse i suoi lavori escludendo il possesso di armi di distruzione di massa da parte dell’Iraq. Pur ammettendo la debolezza dell’impianto politico-strategico che aveva portato alla guerra contro l’Iraq, Blair continuò tuttavia a sostenere la necessità dell’offensiva anglo-statunitense nel Medio Oriente. Sebbene indebolito dalle polemiche e dalle divisioni interne, il Partito laburista si aggiudicò le elezioni legislative del maggio 2005, passando però dal 40,7% al 35,2% dei suffragi e da 413 a 356 seggi. I conservatori, ancora afflitti da una profonda crisi, migliorarono di poco il loro risultato, passando dal 31,7% al 32,3% dei voti e ottenendo 31 seggi in più (197). Più cospicuo fu il guadagno in termini di voti del Partito liberaldemocratico, che passò dal 18,2% al 22% dei voti ottenendo 62 seggi (+10).

Gli effetti dell’offensiva antiterroristica internazionale non tardarono a farsi sentire all’interno del paese, dove in seno alla folta comunità islamica di origini asiatiche crebbe l’influenza di tendenze radicali. Il 7 luglio 2005 la città di Londra fu sconvolta da quattro attentati suicidi, tre all’interno della metropolitana e uno su un autobus, che causarono 52 morti e un migliaio di feriti. Gli attentati furono condotti da cittadini britannici di origine pakistana, contigui a organizzazioni estremiste islamiche. Due settimane dopo, un’altra ondata di attentati venne sventata grazie alle indagini della polizia. In questo drammatico contesto, alla fine del mese giunse dall’Irlanda la notizia della cessazione definitiva della lotta armata da parte dell’IRA. Sempre più in difficoltà, nel settembre 2006 Tony Blair annunciò infine le sue dimissioni dalla guida del partito e dalla carica di primo ministro.

Nel febbraio 2007 Blair annuncia la diminuzione del contingente britannico in Iraq. In maggio si insedia a Belfast il nuovo governo nordirlandese, che comprende esponenti del Partito unionista democratico di Ian Paisley e del Sinn Féin di Gerry Adams. Nelle elezioni per il rinnovo del Parlamento di Edimburgo si afferma lo Scottish National Party, che supera i laburisti e diventa il primo partito scozzese. Blair lascia la guida del Partito laburista a Gordon Brown, che a giugno gli succede anche alla guida del governo. Le elezioni amministrative di maggio 2008 confermano la crisi del Partito laburista, il quale, superato anche dai liberaldemocratici, si piazza solo al terzo posto. I laburisti perdono anche il comune di Londra, dove il sindaco uscente Ken Livingston viene battuto dal conservatore Boris Johnson.

"Regno Unito," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009
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