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Storia africana : Africa meridionale
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La tradizione orale e l’archeologia non consentono una conoscenza precisa del popolamento dell’Africa australe. Gli shona, discendenti dei karanga, costituirono vari regni a partire dall’XI secolo, in particolare quello dello Zimbabwe. Essi si organizzarono in seguito in varie federazioni, tra cui la più nota è il regno di Mwene Mutapa, la cui prosperità si basò sull’oro e sul commercio del rame. Al suo apogeo, nel secolo XVI, l’influenza del regno si estendeva dal fiume Zambesi al Kalahari, all’oceano Indiano e al fiume Limpopo.

Prima del secolo XIX alcuni popoli di lingua bantu avevano allontanato o assimilato popolazioni khoisan e costituito numerosi stati. All’inizio del XIX secolo la pressione demografica e lo scoppio di carestie portarono a una serie di guerre e di migrazioni su larga scala (le mfecane) che coinvolsero tutta l’Africa meridionale e centrale. Le mfecane ebbero inizio intorno al 1816, quando il re zulu Chaka sviluppò nuove tecniche militari e si impegnò in guerre di conquista contro i popoli vicini. Le tribù sconfitte migrarono dalle regioni sudorientali dell’Africa meridionale e, avendo appreso nuove tecniche di battaglia dagli zulu, annientarono popoli che vivevano in regioni più remote e che, a loro volta, furono costretti a cercare nuove terre. Gli ndwandwe, guidati da Sobhuza, si spinsero a nord dove, intorno al 1820, fondarono il regno Swazi.

Anche gli ngoni si spinsero a nord, attraversando il Mozambico e oltrepassando il lago Malawi; nel 1848 costituirono cinque regni che compirono ripetute incursioni fra il lago Vittoria e lo Zambesi. Un altro gruppo, guidato da Soshangane, migrò nel Mozambico meridionale, dove fondò lo stato di Gaza nel 1830 circa. I kololo migrarono verso nord, dove si scontrarono con i lozi. Gli ndebele si spinsero a occidente (1824-1834) e a nord (1837) nella regione dell’odierno Zimbabwe, fondando un regno nel Matabeleland.

"Africa," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009
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