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Basso Medioevo in Germania : I sovrani Hohenstaufen
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Durante il XII e il XIII secolo il conflitto tra i due poteri si tradusse in Germania e in Italia nella rivalità tra i sostenitori degli Hohenstaufen (ghibellini) e quelli del papato (guelfi). Enrico V morì senza lasciare figli nel 1125; ignorati i diritti di successione dei nipoti Federico e Corrado Hohenstaufen di Svevia, i principi scelsero Lotario II, duca di Sassonia. Questi riprese i progetti d’espansione a oriente e di affermazione del potere imperiale in Italia, dove compì due spedizioni, dovendo nel contempo fronteggiare la rivolta degli Hohenstaufen che rifiutavano di riconoscerne l’autorità.

Alla morte di Lotario i principi disconobbero i diritti di successione del genero Enrico il Superbo, signore di Baviera e Sassonia, preferendogli Corrado III Hohenstaufen; la nuova guerra intestina che seguì subì una tregua alla morte del sovrano con l’elezione al trono del nipote Federico, un Hohenstaufen imparentato con i duchi di Sassonia.

 

Federico I detto il Barbarossa incarnò l’ideale del re cristiano medievale. Assunto il titolo di imperatore del Sacro romano impero trascorse gran parte del suo regno in continui spostamenti tra la Germania e l’Italia, nel tentativo di ristabilire l’autorità imperiale in entrambi gli stati. Particolarmente difficile si profilava la situazione in Italia dove i Comuni, con l’obiettivo di affermare la propria autonomia, ingaggiarono con l’imperatore una lunga serie di conflitti che si concluse con la pace di Costanza (1183); altrettanto aspra fu la disputa con il papato, soprattutto con papa Alessandro III.

Sul piano interno, unita la Borgogna alla Germania sposando Beatrice di Borgogna, Federico intese porre fine al lungo conflitto con i signori sassoni riconoscendo al pretendente al trono Enrico il Leone i ducati di Sassonia e Baviera (compensandone tuttavia la potenza con la creazione del ducato d’Austria); quando Enrico rifiutò di prendere parte con le sue truppe a una delle periodiche campagne in Italia, tuttavia, Federico lo esiliò come traditore e ne divise in due le proprietà, assegnando la Baviera alla famiglia ducale dei Wittelsbach.

Il suo successore, Enrico VI, dapprima domò una rivolta nobiliare guidata da Enrico il Leone, rientrato nei suoi antichi possedimenti, quindi, intendendo riaffermare la sua piena autorità in territorio italiano, reintegrò il rivale negli antichi titoli.

Vincendo nella penisola la resistenza dei Comuni, acquistò il controllo diretto della Sicilia e, con l’intento di creare un impero nel Mediterraneo, esigette tributi dal Nord Africa e dall’indebolito imperatore bizantino, prima di morire improvvisamente nel 1197.

Il successore Federico II, ancora infante, ereditò la Corona tedesca e il possesso della Sicilia, ma mentre i Comuni dell’Italia settentrionale riaffermavano la propria indipendenza, i principi tedeschi rifiutarono di sancire l’ereditarietà della Corona nella linea Hohenstaufen: a pretendere al trono si ritrovarono così Filippo di Hohenstaufen, duca di Svevia e fratello di Enrico VI, e il guelfo Ottone di Brunswick, tra i quali si scatenò una guerra che finì solo con la morte di Filippo, ucciso da una congiura di palazzo nel 1208.

Nel 1209 Ottone fu riconosciuto imperatore dal papa Innocenzo III, reggente di Sicilia per Federico. L’anno seguente, quando Ottone scese in Italia e invase la Sicilia, Innocenzo III prese le parti di Federico e scomunicò Ottone. Quando Federico riuscì a farsi eleggere imperatore nel 1212 da una parte dei principi tedeschi, Ottone, con il sostegno di Giovanni Senzaterra, scatenò una guerra, che si concluse con la sua sconfitta nella battaglia di Bouvines nel 1214.

Federico II divenne celebre per il mecenatismo nella cultura e nelle arti. Per assicurarsi l’aiuto dei nobili tedeschi nelle campagne italiane determinò un notevole rafforzamento della loro autorità, facendone virtualmente, con il privilegio di Worms (1231), dei sovrani assoluti entro i loro possedimenti. Nel 1237 avviò lo scontro finale con la coalizione che univa la seconda Lega lombarda al nuovo papa Innocenzo IV, ma dopo alcuni successi iniziali egli improvvisamente morì.

Regno di Enrico VI Hohenstaufen
Regno di Enrico VI Hohenstaufen. Encarta
Il figlio Corrado IV ereditò la Sicilia e il titolo imperiale ma, a partire dal suo regno, l’Italia e la Germania non furono mai più unite sotto lo stesso sovrano. I papi riuscirono con l’aiuto della Francia a estromettere gli Hohenstaufen dalla Sicilia; la Germania conobbe una lunga crisi di assestamento conosciuta come Grande Interregno (1254-1273), durante la quale la Corona perse di fatto qualsiasi autorità sui principi tedeschi, che costituirono l’unico potere nella regione per i sei secoli successivi.
Alla fine del XIII secolo l’impero aveva perduto la Polonia e l’Ungheria, nonché il controllo dell’Italia e della Borgogna. In compenso l’ordine dei Cavalieri teutonici mosse una “crociata” contro gli slavi ancora pagani di Prussia, Lituania, Livonia ed Estonia, che aprì la costa baltica all’influenza della Chiesa e dei mercanti tedeschi. Della lotta tra imperatori e principi beneficiarono i Comuni, disposti a pagare tasse al più lontano potere imperiale in cambio dell’affrancamento dagli obblighi feudali; le libere città sul Reno e, più tardi, quelle della Germania settentrionale, iniziarono a costituirsi in potenti federazioni, prima fra tutte la Lega anseatica, che arrivò a contare anche 90 città associate. "Germania," Microsoft® Encarta
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