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Arte francese : romantici e realisti
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In opposizione all’impersonalità cristallina delle composizioni neoclassiche, il romanticismo poneva l’accento sull’unicità e genialità dell’artista, che doveva esprimere nelle sue opere le sue emozioni più intime e vere, facendosi al contempo interprete e bardo del sentire universale. Lo spirito romantico iniziò a rivelarsi nei dipinti di Théodore Géricault: nella Zattera della Medusa (1819, Louvre, Parigi) le tinte livide, il carattere altamente drammatico dell’immagine e il soggetto stesso – tratto dalla cronaca contemporanea – annunciano la rottura con i canoni imposti dall’Accademia. Altre significative opere preromantiche sono i suoi intensi ritratti di alienati mentali (Alienata con mania del gioco, 1822-23, Louvre, Parigi), nei quali una profonda introspezione psicologica si fonde con un realismo privo di dettagli aneddotici.

 

Nell’ambiente artistico parigino si impose a partire dagli anni Venti Eugène Delacroix, autore di dipinti di argomento esotico, come La morte di Sardanapalo (1827, Louvre, Parigi). La sua tela intitolata La Libertà che guida il popolo (1830, Louvre, Parigi) divenne una sorta di manifesto romantico. La divergenza tra la pittura di Delacroix e quella di Ingres suscitò tra i contemporanei una disputa relativa ai meriti del disegno, privilegiato dai classicisti, e a quelli del colore, caro ai romantici.

In tale contesto emerse la figura di Jean-Baptiste-Camille Corot, che diede nuovo impulso alla pittura di paesaggio. Il suo innovativo metodo pittorico, che prevedeva la realizzazione dei dipinti all’aperto (en plein air), fu adottato in seguito dagli esponenti della scuola di Barbizon, di cui facevano parte Jean-François Millet e Théodore Rousseau.

Accanto alla descrizione paesistica, un altro filone pittorico di notevole rilievo alla metà circa del XIX secolo fu quello sostanziato di interessi sociali, che trovò espressione ad esempio nell’opera di Gustave Courbet.

La grande tela del Funerale a Ornans(1850, Musée d’Orsay, Parigi) suscitò scalpore in primo luogo per il soggetto umile e provinciale, reso con l’importanza di solito riservata alle vicende storiche più significative. Il pubblico e la critica condannarono inoltre la rozzezza dei personaggi e il punto di vista ravvicinato, che enfatizza gli elementi della composizione. Dichiarandosi apertamente contrario ai precetti dell’Accademia in fatto di soggetti degni di rappresentazione artistica, Courbet sostenne che gli avvenimenti quotidiani e le vicende di persone comuni possono essere tanto importanti quanto la vita di re ed eroi: la sua estetica realista (definita nel Manifesto del realismo del 1855, che accompagnava il Salon du Réalisme, contrapposto al Salon ufficiale) diede una svolta alla storia dell’arte, segnando l’inizio del progressivo abbandono dell’ossequio alla tradizione e all’autorità del classici. "Arte Francia," Encarta

Géricault: La zattera della Medusa
Géricault: La zattera della Medusa. Encarta
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