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Storia turca : ripresa del nazionalismo in Turchia nel 1999
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La questione curda, attraverso la vicenda di Öcalan, conquistò per settimane le prime pagine dei giornali internazionali, sollevando in Turchia un’ondata nazionalista e una forte animosità nei confronti dei paesi europei, che influirono pesantemente sulle successive elezioni legislative dell’aprile 1999. Registrando una leggera prevalenza del Partito socialdemocratico del premier uscente Eçevit (succeduto alla fine del 1998 a Yilmaz), le elezioni riconfermarono sostanzialmente un quadro politico instabile, ma decisamente spostato a destra.

 

Infatti, alla sonora sconfitta dei partiti moderati degli ex premier Yilmaz e Çiller, corrispose una forte affermazione del Partito di azione nazionale (MHP), espressione del movimento di estrema destra dei Lupi Grigi, già protagonista della repressione contro i curdi e contro i militanti dei partiti di sinistra ai tempi della dittatura militare, e balzato alle cronache internazionali in occasione dell’attentato a Giovanni Paolo II.

Il partito islamico moderato succeduto al Refah, il Fazilet (Partito della virtù), pur conquistando 111 dei 550 seggi dell’Assemblea nazionale, fu emarginato dal gioco politico e peraltro presto sottoposto a procedura di scioglimento per “minaccia all’ordinamento laico dello stato”. Eçevit formò un governo con il Partito della madrepatria e con il Partito di azione nazionale, suscitando una negativa reazione dei paesi dell’Unione Europea.

Allo scopo di favorire una distensione dei rapporti con i paesi europei, il nuovo Parlamento approvò una riforma costituzionale che rese del tutto civile il Consiglio di sicurezza dello stato e sospese l’esecuzione di Öcalan (la cui condanna fu tuttavia confermata dalla Corte di cassazione) in attesa che venisse esaminato il ricorso presentato da questi presso la Corte europea per i diritti umani (nel 2005 la Corte condannò la Turchia per i maltrattamenti inflitti al leader curdo e per aver impedito un “giudizio equo”, chiedendo la ripetizione del processo).

Le relazioni internazionali della Turchia risentirono anche dell’annoso conflitto con la Grecia, che subì un ulteriore deterioramento in seguito all’acquisto, da parte di Cipro, di missili terra-aria dalla Russia.

La Turchia (ostile alla strategia comune di difesa messa a punto da Cipro e Grecia, che consentiva a quest’ultima di utilizzare per i propri aerei la base cipriota di Paphos) minacciò infatti di intervenire militarmente contro Cipro qualora i missili fossero stati installati sull’isola. Le relazioni diplomatiche tra Atene e Ankara, giunte sul punto di una gravissima crisi, migliorarono a partire dall’estate del 1999, quando la Grecia intervenne tempestivamente nel nord-ovest della Turchia colpito da un disastroso terremoto, salvando migliaia di vite umane. In settembre il ministro degli Esteri greco annunciò la disponibilità del governo di Atene a riconsiderare la sua posizione in merito all’ingresso della Turchia nell’Unione Europea, al quale la Grecia si era sempre opposta. Alla fine dell’anno, dopo molti rinvii, la candidatura di Ankara venne accolta dal Consiglio europeo di Helsinki.

Bülent Eçevit
Bülent Eçevit in Turchia. Encarta
"Turchia," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009
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