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Storia della Serbia : La rinascita nazionale
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All’inizio del XIX secolo, contemporaneamente al declino dell’impero ottomano, cominciò la lotta per l’indipendenza dello stato serbo, guidata da Gjeorgje Petrovič, detto Karagjeorgje; nel 1804 iniziarono violenti scontri che si protrassero per i nove anni successivi, fino a quando, nel 1813, l’impero ottomano riaffermò il proprio controllo sulla regione. Due anni dopo, Miloš Obrenovič guidò una seconda rivolta che liberò gran parte dei territori serbi. Obrenovič fu riconosciuto principe ereditario nel 1817 e alla Serbia venne concessa un’indipendenza limitata sotto la sovranità del sultano; in base al trattato di Adrianopoli, con cui si concluse la guerra russo-turca del 1828-29, la Serbia ottenne un’autonomia più ampia e il numero dei presidi turchi sul territorio venne ridotto. La sanguinosa rivalità tra la famiglia degli Obrenovič e quella dei Karagjeorgjević (discendenti di Karagjeorgje, ucciso nel 1818 in un complotto al quale la famiglia Obrenovič non fu estranea) portò negli anni successivi a frequenti cambiamenti al vertice del potere: nel 1839 Miloš Obrenovič fu costretto ad abdicare in favore del figlio Milan, cui succedette nello stesso anno il fratello Michele.

Nel 1842 salì al trono il figlio di Karagjeorgje, Alessandro. Questi dotò il paese di nuove istituzioni (in particolare di un Codice civile nel 1844), favorì lo sviluppo dell’istruzione e stabilì buone relazioni con le grandi potenze occidentali, in particolare con la Francia di Napoleone III. Alessandro venne tuttavia deposto nel 1858, quando fu restaurata la dinastia degli Obrenovič.

Durante il conflitto russo-turco del 1877-78 la Serbia strinse un’alleanza con la Russia, nell’intento di allontanare definitivamente gli ottomani dai Balcani. Nel 1878 il congresso di Berlino riconobbe l’indipendenza dei serbi, ma il paese fu di fatto sottomesso all’impero austroungarico.

Nel 1882 Milan Obrenovič, con il sostegno dell’Austria, si autoproclamò sovrano e nel 1885 dichiarò guerra alla Bulgaria, ma i serbi subirono una dura sconfitta e scongiurarono la conquista del loro territorio solo grazie all’intervento austriaco. In seguito all’esito sfortunato del conflitto, il sovrano abdicò (1889) a favore del figlio, Alessandro I Obrenovič. Dispotico e corrotto, Alessandro fu ucciso nel 1903 dalla “Mano Nera”, un’associazione segreta di ufficiali dell’esercito. Con lui ebbe fine la dinastia degli Obrenovič e venne proclamato re Pietro I Karagjeorgjević.

I rapporti con l’Austria andarono deteriorandosi, soprattutto in seguito all’annessione da parte di quest’ultima della Bosnia-Erzegovina (1908), che fu determinante nell’avvicinamento della Serbia alla Russia.

Ponte turco in Serbia
Ponte turco in Serbia. Encarta
Nel 1912-13 i serbi presero parte alle guerre balcaniche, che portarono all’annessione del Kosovo, di parte della Macedonia e del Sangiaccato. "Serbia," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009
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