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Rilievo dell'Italia
Fotografie Italia

L’aspetto più evidente della morfologia d’Italia è il fatto che più di tre quarti della superficie territoriale sono occupati da montagne (35,2%) e da colline (41,6%); l’Italia è quindi povera di pianure, che perlopiù sono di limitata estensione, se si esclude la Pianura Padana. Dal punto di vista geologico, l’Italia è un paese “giovane”: i due citati sistemi montuosi che ne formano l’ossatura, cioè le Alpi e gli Appennini, si sono originati infatti nell’era terziaria, o cenozoica, e solo di recente, nel Quaternario, si sono avuti molti degli episodi che hanno determinato le attuali forme del territorio. Manifestazioni vulcaniche ancora attive (a cominciare dall’Etna, in Sicilia) e frequenti, spesso disastrosi, terremoti sono tutte prove di un’attività geologica che continua tuttora in modi relativamente intensi.

 

Le Alpi circondano interamente a nord l’Italia; al nostro paese appartiene il versante meridionale, interno e più ripido, del sistema montuoso, che convenzionalmente inizia a ovest al colle di Cadibona (435 m), in Liguria, e termina al colle di Vrata (879 m), al confine con la Slovenia.

Nelle Alpi centroccidentali, che in Italia interessano il Piemonte, la Valle d’Aosta e in parte la Lombardia, sono situate le montagne più alte d’Europa, con una decina di vette che superano i 4.000 metri e che culminano nei 4.810 m del Monte Bianco.

Una serie di rilievi meno imponenti, diversi anche per composizione delle rocce, prevalentemente di origine sedimentaria, si sviluppa quasi parallela alla parte più interna ed elevata della catena, formata in prevalenza di rocce cristalline: sono le Prealpi, che si antepongono nelle sezioni centrale e orientale delle Alpi, dalla Lombardia sino al Friuli-Venezia Giulia e che sono assenti invece nel Piemonte. In generale, l’area alpina è quindi aspra ed elevata nel suo arco occidentale, dove, per la mancanza della fascia delle Prealpi, la linea di spartiacque è più vicina alla Pianura Padana, mentre diviene man mano più ampia e distesa nella parte orientale.

Dal colle di Cadibona, dove si saldano con le Alpi, hanno inizio gli Appennini, che formano l’“ossatura” della penisola, sino all’estrema punta della Calabria; sono considerati una prosecuzione degli Appennini anche i rilievi che orlano la Sicilia settentrionale (monti Peloritani, Nebrodi, Madonie), al di là del braccio di mare dello stretto di Messina. Meno elevati delle Alpi, gli Appennini non toccano in alcun punto i 3.000 metri, culminando nei 2.912 m del Gran Sasso d’Italia, in Abruzzo. Solo in Sicilia, e precisamente con l’Etna, si ritrova una montagna che supera nuovamente i 3.000 metri (3.323 m).

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Monte Bianco
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