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Storia della Turchia : la riforma tradizionalista XVII secolo
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Giunto al culmine della sua potenza, l’impero ottomano si avviò verso un lento declino, il quale, dovuto sia al rafforzarsi delle pressioni esterne, sia al deteriorarsi della situazione economica, si protrasse fino alla prima guerra mondiale. Due furono i tentativi di contrastare la crisi: la cosiddetta riforma tradizionalista, avviata nel XVII secolo, intesa a restaurare le vecchie istituzioni, e la riforma modernista (XIX secolo), ispirata anche a modelli culturali e istituzionali di tipo occidentale.

 

Alla fine del XVI secolo, la classe dirigente formatasi con l’apporto di molti cristiani convertiti durante il regno di Solimano, iniziò a sfruttare per i propri interessi il ruolo che lo stato le conferiva. Alla crescita demografica e alla crisi economica corrisposero frequenti carestie e il diffondersi di rivolte e del brigantaggio.

L’impero si divise così in un gran numero di piccoli potentati locali, più o meno autonomi dal potere centrale. Nel 1571, con la vittoria della flotta della Lega santa su quella ottomana nella battaglia di Lepanto, si profilò nuovamente la minaccia europea. Gli ottomani reagirono creando una nuova flotta, assicurandosi il controllo del Mediterraneo per un altro cinquantennio, ma la loro supremazia nei Balcani era ormai compromessa e la sconfitta subita dagli Asburgo (1593-1606) si risolse nella perdita dei tributi provenienti dalla regione.

Nel 1623, la conquista di Baghdad e dell’Iraq orientale da parte dello scià di Persia Abbas I indusse Murad IV a riformare l’esercito e la burocrazia, onde ridare efficienza e vigore allo stato; nel 1638 gli ottomani scacciarono i persiani dall’Iraq e conquistarono il Caucaso.

Con il successore di Murad, riprese tuttavia il declino dell’impero, che cominciò a perdere porzioni consistenti di territorio.

Al termine della disastrosa campagna di Kara Mustafa Pascià, sconfitto a Vienna nel 1683, Ungheria e Transilvania vennero cedute all’Austria; la Dalmazia, il Peloponneso e importanti isole dell’Egeo a Venezia; Podolia e Ucraina meridionale passarono alla Polonia; e infine Azov e le terre a nord del Mar Nero divennero dominio russo, come stabilito dal Trattato di Karlowitz.

L’impero ottomano mostrò tuttavia di avere ancora energie, e nel 1711 venne sbaragliata una spedizione organizzata dallo zar Pietro il Grande, che fu costretto a restituire i territori ottenuti con il trattato di Karlowitz. Immediatamente dopo, però, la guerra con Venezia e con l’Austria (1714-1717) portò alla perdita di Belgrado e della Serbia del nord. Fino all’ultimo decennio del XVIII secolo si verificarono periodici scontri con l’Austria e la

Solimano I il Magnifico
Solimano I il Magnifico. Encarta
Russia. In questo periodo si aprì, con la cosiddetta “questione d’Oriente”, la corsa delle grandi potenze europee – Gran Bretagna, Russia, Francia e Austria – alla spartizione delle spoglie di un impero ritenuto prossimo al crollo. "Turchia," Microsoft® Encarta
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