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Storia scozzese : l'anglicizzazione della Scozia e le relazioni con l’Inghilterra
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L’ascesa al trono di Malcolm Canmore come Malcolm III MacDuncan inaugurò una nuova era. Dopo un lungo esilio fra gli inglesi, Malcolm aveva acquisito un profondo interesse per il loro stile di vita. La tendenza verso l’anglicizzazione del regno si accentuò quando, nel 1067, questi sposò Margherita, principessa inglese. L’interferenza di Margherita in campo religioso si scontrò con l’opposizione di molti capi scozzesi. Dopo la morte di Malcolm scoppiò una rivolta, che si concluse con la fuga di Margherita, del figliastro Duncan (in seguito Duncan II, re di Scozia) e dei loro seguaci inglesi. La rivolta fu soffocata con l’aiuto anglonormanno. Nel 1097 Edgardo, uno dei sei figli di Malcolm e Margherita, salì al trono scozzese.

L’anglicizzazione della Scozia proseguì durante il regno di Edgardo, e in seguito durante quello dei suoi fratelli Alessandro I e Davide I. Sotto di loro, in Scozia fu introdotto il sistema feudale anglonormanno. La riorganizzazione fu dapprima limitata alle riforme ecclesiastiche, ma in seguito investì tutti i settori della vita pubblica. Gli ordini religiosi celtici furono soppressi; furono fondati numerosi monasteri e la Chiesa celtica fu uniformata a quella cattolica. Il franconormanno soppiantò il gaelico a corte, mentre l’inglese si diffondeva tra il popolo. Durante il regno di Davide I, il sistema tradizionale di possesso della terra basato sui clan fu abolito. Il re assegnò enormi appezzamenti ai nobili anglonormanni e scozzesi, che divennero così fedeli vassalli della Corona. Davide I promosse riforme giudiziarie, legislative e amministrative, tutte basate su modelli inglesi, incoraggiò lo sviluppo del commercio e concesse ampi privilegi alle città scozzesi.

Durante il regno di Davide si verificarono dispute di confine con l’Inghilterra. Nel 1149 la Northumbria, che era stata ceduta alla Scozia, ritornò agli inglesi. Il nipote di Davide, Guglielmo il Leone, incoronato re di Scozia nel 1165, tentò di riottenere la Northumbria sostenendo militarmente una rivolta (1173-74) contro Enrico II d’Inghilterra. Nel 1174 Guglielmo fu catturato e costretto a giurare fedeltà al re inglese. Alessandro II, figlio e successore di Guglielmo, rinunciò alle rivendicazioni scozzesi sulla Northumbria e su altri territori dell’Inghilterra settentrionale (1237). Nel 1266, dopo una guerra vittoriosa contro la Norvegia, Alessandro III riottenne le Ebridi. Alla morte di Alessandro III, nel 1286, si aprì una crisi politica e ben tredici discendenti di ex monarchi rivendicarono il trono. Edoardo I d’Inghilterra colse l’opportunità per proclamare la sovranità sulla Scozia, intervenendo a favore di Giovanni de Baliol, nipote di Davide I. Parte della nobiltà scozzese riconobbe formalmente la sovranità inglese. Nel novembre del 1292, dopo aver guidato un esercito contro il regno da lui ritenuto vassallo, Edoardo I proclamò Giovanni re di Scozia. "Scozia," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009
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