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Storia dell'Arabia Saudita : il regno di Ibn Saud
Immagini Arabia Saudita

La scoperta di vasti giacimenti petroliferi portò nel 1938 alla costituzione dell’Arabian-American Oil Company (Aramco), una società controllata da quattro compagnie statunitensi. I crescenti profitti dell’esportazione del petrolio spinsero Ibn Saud a porre in atto un programma di modernizzazione del paese. Sul piano internazionale, l’Arabia Saudita si adoperò per riallacciare i rapporti con l’Iraq e la Transgiordania, sui cui troni la Gran Bretagna aveva posto i figli di Hussein ibn Alì, Abd Allah ibn Hussein e Faisal I. Contemporaneamente adottò una politica amichevole nei confronti di Stati Uniti e Gran Bretagna e durante la seconda guerra mondiale ospitò una base aerea statunitense a Dhahran. Il paese rimase neutrale fino al marzo del 1945, quando dichiarò guerra alla Germania e al Giappone.

Nel 1945 l’Arabia Saudita aderì alle Nazioni Unite e fu tra i fondatori della Lega araba. Benché contraria alla creazione dello stato d’Israele, essa non fu tra i protagonisti principali della guerra contro lo stato ebraico (1948-49). Nel giugno del 1951 un accordo prolungò di altri cinque anni la concessione della base di Dhahran agli Stati Uniti. Come contropartita Riyadh ottenne un consistente sostegno tecnologico e militare; inoltre, nel dicembre dello stesso anno un nuovo accordo con l’Aramco assegnò all’Arabia Saudita il 50% degli utili delle vendite del petrolio.

Nel novembre 1953, alla morte di Ibn Saud I, sul trono saudita salì il figlio maggiore Saud. Mantenendo una posizione di neutralità nella Guerra Fredda tra le due superpotenze americana e sovietica, l’Arabia Saudita si oppose al patto di Baghdad, stretto nel febbraio 1955 tra Turchia, Iraq, Iran, Pakistan e Gran Bretagna.

Nell’aprile dello stesso anno una delegazione saudita partecipò alla conferenza di Bandung. Alla fine dell’anno – dopo uno scontro diplomatico con la Gran Bretagna per il controllo di un’oasi in un tratto di territorio contestato dall’Oman – Riyadh si avvicinò all’Egitto di Gamal Abdel Nasser e alla Siria, sostenendoli finanziariamente. Nel 1956, dopo la crisi di Suez, l’Arabia Saudita ruppe i rapporti diplomatici con la Francia e la Gran Bretagna (sospendendo le forniture di petrolio ai due paesi) e rafforzò l’alleanza con gli Stati Uniti. Nel gennaio del 1957 Saud si recò negli Stati Uniti, ai quali prolungò ancora i termini di utilizzo della base aerea di Dhahran in cambio di forniture di armi. Nel marzo 1958 il sovrano saudita assegnò al fratello Faisal ibn Aziz la guida di un governo, che venne costituito nel maggio successivo. Nel 1960 Saud costrinse tuttavia il fratello alle dimissioni, assumendo anche le funzioni di primo ministro.

Ibn Saud I
Ibn Saud I
"Arabia Saudita," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009
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