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Storia degli Stati Uniti : le presidenze Kennedy e Johnson
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Basato sulla necessità di superare il divario tra paesi ricchi e poveri e di migliorare le relazioni internazionali, il programma elettorale (battezzato “Nuova frontiera”) realizzato con la collaborazione di una vasta platea di intellettuali democratici con cui John F. Kennedy si aggiudicò le elezioni del 1960 suscitò speranze in patria e all’estero. Una volta assunta la presidenza, Kennedy sostenne la costituzione dei “Corpi della pace” (associazioni di volontari impegnati per lo sviluppo nei paesi del Terzo Mondo), varò il piano di “Alleanza per il progresso” rivolto al sostegno dell’America latina e adottò misure per l’integrazione degli afroamericani, fortemente volute dal fratello Robert. Proprio sull’America latina, e su Cuba in particolare, Kennedy puntò la propria attenzione, temendo che la rivoluzione castrista potesse fare dell’isola caraibica un avamposto del comunismo. Dopo la disastrosa spedizione della Baia dei Porci (1961), Kennedy continuò a tenere sotto pressione Cuba e quando una più consistente minaccia si profilò con l’installazione dei missili sovietici, decretò il blocco dell’isola, sfidando la reazione di Mosca. Il ritiro dei missili da Cuba scongiurò la minaccia di una terza guerra mondiale.

Kennedy contrastò l’avanzata delle forze comuniste anche in Asia e si impegnò in un crescente aiuto militare al regime sudvietnamita di Ngo Dinh Diem, prima attraverso “consulenti”, poi con vere e proprie truppe.

Presidente più giovane degli Stati Uniti (fu eletto all’età di 43 anni) e primo presidente cattolico, Kennedy godette di una vasta popolarità sia all’interno sia all’estero, ma la sua attenzione ai temi sociali e ai diritti civili gli valse anche la forte opposizione dell’establishment politico americano e il Congresso gli negò i fondi per realizzare il programma della “Nuova frontiera”. La morte di Kennedy (1963), ucciso in circostanze mai del tutto chiarite durante una visita ufficiale a Dallas (Texas), portò alla presidenza Lyndon B. Johnson, che venne confermato alla carica nelle elezioni del 1964. Sotto la presidenza Johnson, l’impegno americano in Indocina crebbe considerevolmente.

Ma l’impopolarità della guerra, contro la quale si levò la protesta dei pacifisti con risonanza nell’opinione pubblica occidentale, e la consapevolezza di non poterla risolvere militarmente indussero l’amministrazione statunitense ad avviare le trattative per una soluzione concordata del conflitto.

Johnson portò a compimento la battaglia contro la segregazione con l’approvazione del Civil Rights Act (1964), cui fece seguito un periodo di gravi tensioni, rivolte e violenze razziali culminate nel 1968 nell’assassinio del leader pacifista nero Martin Luther King. Durante la presidenza Johnson, gli Stati Uniti videro crescere, accanto ai movimenti pacifisti e a quelli per i diritti civili, un inedito movimento di contestazione del sistema sociale e politico, che ebbe una particolare risonanza nel mondo della cultura: cinema, teatro, musica, poesia, letteratura ecc.

Giuramento di John F. Kennedy
Giuramento di John F. Kennedy
La stagione cosiddetta “hippie” cambiò in pochi anni il volto del paese, ma anche quello dell’Europa, dove il fenomeno “controculturale” si radicò in breve tempo e si diffuse anche all’Est, superando la “cortina di ferro”.."Stati Uniti" Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2008
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