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Il potere politico in Australia
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L’Australia è dal 1901 uno stato indipendente nell’ambito del Commonwealth. Organizzato in democrazia parlamentare di tipo federale, ha come capo dello stato il sovrano del Regno Unito, che è rappresentato da un governatore generale le cui funzioni sono soprattutto cerimoniali. La Costituzione del 1901, ispirata alla tradizione britannica, incorpora alcuni elementi del sistema statunitense. L’Australia ha ratificato nel 1942 lo Statuto di Westminster. Un progetto per il passaggio dello Stato australiano alla forma repubblicana è stato respinto con un referendum svoltosi nel novembre 1999.

Il potere esecutivo è esercitato dal governo federale (alla cui guida è un primo ministro), che è responsabile di fronte al Parlamento federale. I poteri non assegnati dalla Costituzione al governo federale sono esercitati dai governi dei singoli stati.

Il potere legislativo è affidato a un Parlamento federale, composto da due camere. Il Senato (Senate) comprende 76 membri (12 per ciascuno stato e 2 per ciascun territorio) eletti con sistema proporzionale per sei anni. La Camera dei rappresentanti (House of Representatives) ha 150 membri eletti con sistema proporzionale per un termine di tre anni. Hanno l’obbligo di voto tutti i cittadini che ne hanno diritto, a partire dai 18 anni di età.

L’organo giudiziario più elevato è l’Alta corte, che si compone di un presidente e di un consiglio di 6 giudici designati dal governatore generale. La pena di morte è stata abolita nel 1984 per i reati ordinari e completamente nel 1985.

La federazione comprende sei stati e due territori. Ciascuno degli stati dispone di un Parlamento bicamerale (a eccezione del Queensland, che dispone di una sola Camera); la Corona britannica è rappresentata in ogni stato da un governatore.

Diritti territoriali degli aborigeni

La questione dei diritti territoriali degli aborigeni si è imposta come uno dei più importanti problemi legali di questi ultimi anni. Emerse nel corso degli anni Sessanta con la crescente mobilitazione politica degli aborigeni, quando le rivendicazioni di uguaglianza salariale vennero superate da quelle relative alla proprietà dei territori ancestrali, aventi un particolare significato religioso, culturale o storico.

Nell’agosto del 1985 il governo formulò alcune proposte di legge per concedere agli aborigeni il diritto alla proprietà inalienabile di parchi nazionali, terre appartenenti alla Corona e ancora non occupate, e antiche riserve aborigene. Nell’ottobre dello stesso anno, Uluru (allora meglio noto con il nome europeo di Ayers Rock) fu ufficialmente ceduto alla comunità aborigena Mutijulu, con la clausola che sarebbe stato garantito il pubblico accesso al monolite.

Aborigeni Australia
Aborigeni Australia

In seguito a una forte opposizione da parte degli stati federati e delle compagnie minerarie, il governo federale non diede tuttavia seguito alla proposta di legge, sollevando la protesta dei rappresentanti aborigeni. Ciò coincise alla fine degli anni Ottanta con lo scandalo suscitato dall’elevato numero di morti tra i detenuti aborigeni; nel 1988 un rapporto delle Nazioni Unite accusò l’Australia di violazione dei diritti umani per il suo atteggiamento nei confronti degli aborigeni. Nel maggio 1991 il rapporto di una commissione istituita per investigare sulle morti dei detenuti aborigeni denunciava lo scorretto comportamento delle forze di polizia e stilava oltre 300 raccomandazioni rivolte a stabilire migliori relazioni interetniche. Nel mese di giugno il governo impose il divieto permanente di estrazione mineraria in una località ancestrale aborigena nel Territorio del Nord.
Un anno dopo, nel giugno 1992, l’Alta corte riconobbe l’esistenza di un diritto di proprietà antecedente il primo insediamento europeo del 1788; la cosiddetta sentenza “Mabo” stabilì che gli aborigeni e gli isolani dello stretto di Torres potevano legittimamente rivendicare un diritto di proprietà originario quando avessero dimostrato un legame “stretto e continuo” con i territori in questione. Al contempo, la sentenza Mabo non metteva in discussione i diritti di proprietà acquisiti da cittadini non aborigeni.
La maggior parte degli stati ha adottato una legislazione in linea con quella federale, tranne l’Australia Occidentale, dove gli interessi minerari sono particolarmente forti e dove si stima che le rivendicazioni di diritti originari di proprietà potrebbero riguardare anche il 40% del territorio.

Allo scopo di migliorare le relazioni tra le diverse componenti della popolazione e in particolare tra i discendenti degli immigrati europei e gli aborigeni, alcune forze politiche hanno proposto l’inserimento di un preambolo alla Costituzione, che, oltre a sottolineare l’importanza del ruolo degli immigrati nella formazione della nazione australiana, riconoscesse la componente aborigena come la prima popolazione del paese. Il progetto, osteggiato dal Partito liberale al governo e dagli altri partiti conservatori, è stato respinto da un referendum del novembre 1999.

 

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