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Pittura e scultura inglese oggi
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L’americano John Singer Sargent, a Londra all’inizio del secolo, dipinse ritratti che illustrano l’estenuata eleganza tipica del periodo, con forme allungate e fluide, ambigue e sempre allusive, dimostrando, come molti dei suoi contemporanei, uno scarso interesse verso ciò che avveniva sul continente e verso le novità legate alle avanguardie. Queste apparvero per la prima volta in Gran Bretagna nel 1910 in occasione della mostra “Manet and the Post-Impressionists” (Grafton Galleries, Londra) organizzata dal critico inglese Roger Fry, che coniò appunto il termine postimpressionismo. La diffusione del futurismo italiano e del cubismo favorì nel 1914 la nascita del vorticismo, movimento in parte ispirato dal poeta americano Ezra Pound, tra i cui esponenti sono da annoverare il pittore Percy Wyndham Lewis e gli scultori Henri Gaudier-Brzeska e Jacob Epstein.

 

Tra le due guerre, nel gruppo Unit One iniziarono la loro attività gli scultori Henry Moore e Barbara Hepworth e i pittori Ben Nicholson e Paul Nash, che svolsero un ruolo importante per la nascita e lo sviluppo dell’astrattismo in Gran Bretagna, benché Nash elaborasse una sua personale forma di surrealismo. Le sculture di Moore sono caratterizzate da una dialettica tra i vuoti e i pieni e raggiungono una sintesi espressiva, soprattutto nelle Figure giacenti, che si situa in una dimensione mitica e primordiale, al pari della scultura antica e classica.

Graham Sutherland, che era stato invitato ufficialmente dal governo britannico a ritrarre i paesaggi desolati delle città devastate dai bombardamenti, elaborò una pittura che insieme a valenze surrealiste coniugava un’attenzione particolare per gli aspetti più suggestivi della natura – radici, alberi, fiori, insetti, ma anche figure umane metamorfizzate – continuando per certi aspetti il filone romantico dei paesaggisti inglesi.

Anche Francis Bacon, considerato uno dei più importanti pittori del secolo, aveva iniziato a dipingere negli anni Trenta influenzato dal surrealismo e da Picasso. Il suo modo di rappresentare la figura umana si avvaleva di un linguaggio fortemente espressivo, che tendeva a porre l’attenzione sul valore autonomo della pittura, costituito di forme e colori, e non sulla rappresentazione sulla tela della realtà. Sulla sua scia, ma su posizioni fondamentalmente realistiche, si situano artisti come Lucian Freud, Leon Kossof e Frank Auerbach.

Ai primi esponenti della Pop Art, tra i quali lo scultore Edoardo Paolozzi e il pittore Richard Hamilton, si affiancarono verso la fine degli anni Cinquanta, tra gli altri, David Hockney, Peter Blake, Allen Jones, Ronald B. Kitaj e Joe Tilson.

Un contributo artistico importante si deve agli scultori britannici che, muovendo dalle orme di Moore e Hepworth, produssero alcune tra le maggiori novità sulla scena artistica mondiale: Kenneth Armitage e Lynn Chadwick negli anni Cinquanta, Anthony Caro e Phillip King negli anni Sessanta sperimentarono tecniche, linguaggi e forme innovative nella scultura. Più vicine al filone internazionale della Land Art sono le opere di Richard Long, David Nash, Ian Hamilton Finlay e Andy Goldsworthy.

Di più marcata radice concettuale sono la produzione del gruppo Art & Language, costituita soprattutto da testi di riflessione sull’arte contemporanea, e le performance, le “sculture viventi” e i video della coppia Gilbert & George, operanti dalla fine degli anni Sessanta. Negli ultimi vent’anni si sono posti all’attenzione internazionale soprattutto gli scultori Tony Cragg, celebre per l’assemblaggio di oggetti di plastica colorata recuperati secondo forme riconoscibili, Anish Kapoor, che instaura un rapporto dialettico tra forma della scultura e colore creando spesso poetici effetti illusionistici, Bill Woodrow, che

Hepworth: Mother and Child
Hepworth: Mother and Child. Encarta
utilizza materiali di recupero ricomposti in suggestive immagini, e i più giovani Rachel Whiteread e Damien Hirst, la prima creatrice di strutture in acciaio ricoperto di gesso ma anche in altri materiali, che riproducono in maniera anonima armadi, porte ed elementi dell’arredamento, il secondo noto per le carcasse di animali sezionate e immerse in contenitori di acciaio e vetro, in una soluzione chimica che ne consente la perfetta conservazione e visione. "Arte britannica," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009
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