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Affermazione del nazionalismo indù
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Nei primi anni Novanta tornò a crescere la tensione tra l’India e il Pakistan per il Kashmir. A partire dal 1989 lo stato di Jammu e Kashmir fu teatro di scontri fra l’esercito indiano e militanti separatisti musulmani, che rivendicavano la formazione di uno stato indipendente o l’unione con il Pakistan musulmano. In risposta, il primo ministro del Pakistan Benazir Bhutto appoggiò apertamente i ribelli musulmani nel Kashmir indiano; i colloqui tenutisi tra l’India e il Pakistan nel gennaio 1994 per discutere la situazione della regione contesa non produssero risultati, nonostante i timori di un conflitto nucleare.

 

Nazionalismo indù

Alle elezioni regionali del 1994 il Congress-I subì una severa sconfitta nel sud del paese. La perdita del consenso fu in parte la conseguenza delle continue rivolte e tensioni religiose che avevano segnato il 1993, ma rispecchiò anche lo scontento popolare per le riforme economiche di tipo liberista introdotte dal governo Rao dopo il 1991. Sebbene, infatti, l’apertura economica avesse da un lato favorito la crescita del paese, dall’altro essa comportò un forte aumento dell’inflazione, l’aumento dei prezzi e della disoccupazione.

Nel maggio 1996 le urne decretarono la sconfitta del Congress-I del premier Rao e l’affermazione di partiti regionali. Dopo un tentativo fallito di costituire un governo da parte del Bharatiya Janata Party (BJP) – il Partito nazionalista indù – nel mese seguente si formò

un governo guidato da Deve Gowda, leader del Janata Dal e della coalizione cosiddetta del “Terzo Fronte”, con il sostegno del Congress-I. La vittoria dei nazionalisti indù suscitò tuttavia lo sconcerto tra le minoranze musulmana, cristiana e sikh, che temevano l’estendersi dell’ideologia fondamentalista indù sostenuta dal BJP.

Nel marzo del 1997 il Congress-I ritirò il suo appoggio al governo di Deve Gowda, che fu sostituito alla guida della coalizione da Inder Kumar Gujral, ministro degli Esteri del governo uscente. Contemporaneamente la vedova di Rajiv Gandhi, Sonia, aderì al Congress-I, nel tentativo di rafforzare un’unità compromessa da un lungo periodo di lotte intestine.

Nelle elezioni del 4 marzo 1998 la coalizione dell’Alleanza nazionale democratica (National Democratic Alliance, NDA) guidata dal BJP conquistò la maggioranza; il governo costituito da Atal Bihari Vajpayee ottenne il 29 marzo il voto di fiducia del Parlamento (274 voti a favore, 261 contro), dopo un aspro dibattito, dovuto soprattutto ai timori di un sopravvento della parte più estremista del partito nazionalista indù. Pradesh, per opera di estremisti indù, scoppiarono violenti scontri che provocarono circa 3000 vittime. "India," Microsoft® Encarta

Vajpayee, Atal Bihari
Vajpayee, Atal Bihari
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