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Storia del Messico: la guerra con gli Stati Uniti d’America
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In seguito all’abolizione della schiavitù (1829) e all’intenzione di Santa Anna di accrescere la centralizzazione delle istituzioni dello stato, il Texas (allora sotto giurisdizione messicana) si ribellò e, dopo la vittoriosa battaglia di San Jacinto, nell’aprile 1836 dichiarò la secessione. A causa degli attriti tra messicani e statunitensi e delle continue dispute sul confine texano, nel 1846 gli Stati Uniti dichiararono guerra al Messico, con l’intenzione di annettersi anche i territori della California (vedi Guerra messicano-americana); il conflitto si concluse nel febbraio del 1848 con il trattato di Guadalupe Hidalgo, che assegnava agli Stati Uniti immensi territori a nord del Rio Grande; le frontiere assunsero l’aspetto attuale nel 1853, quando gli Stati Uniti acquistarono altri territori del Messico settentrionale. Nel periodo postbellico il paese dovette far fronte alla difficile opera di ricostruzione. Santa Anna, costretto a dimettersi sull’onda della sconfitta, nel 1853 tornò dall’esilio e con l’appoggio dei centralisti riuscì a farsi rieleggere presidente, ma l’anno successivo fu definitivamente estromesso da un’insurrezione dei liberali riformisti.

Benito Juárez e Massimiliano d’Asburgo

Tra i leader liberali della “Reforma” emerse la figura di Benito Pablo Juárez, un indio noto per la sua integrità e fedeltà agli ideali democratici e uno dei principali propugnatori della nuova Costituzione introdotta nel 1857 con cui, prevedendo una forma di governo federale, si disponeva l’introduzione del suffragio universale maschile, la laicizzazione dello Stato e la concessione di alcune importanti libertà civili. La Costituzione fu però subito avversata dagli ambienti conservatori che, sostenuti dalla Spagna, scatenarono una devastante guerra civile (detta Guerra dei Tre anni, 1858-1861), che si concluse con la vittoria del fronte liberale, grazie anche all’aiuto statunitense.

Benito Juárez e Massimiliano d’Asburgo

Juárez, che a partire dal 1858 aveva decretato la nazionalizzazione delle proprietà ecclesiastiche, la separazione tra Stato e Chiesa e la soppressione degli ordini religiosi, venne confermato alla presidenza nel 1861. La sua decisione di sospendere il pagamento degli interessi del debito estero contratto dai precedenti governi, per cercare di risanare le finanze statali, spinse però Francia, Gran Bretagna e Spagna ad accordarsi per un intervento comune finalizzato a salvaguardare i loro investimenti e le loro proprietà in Messico. Una spedizione congiunta occupò la città di Veracruz nel 1862, ma quando divenne evidente che Napoleone III nutriva ambizioni di tipo coloniale, spagnoli e inglesi ritirarono i propri contingenti, lasciando soli i francesi che, sostenuti dai conservatori, nel giugno del 1863 entrarono a Città di Messico, costringendo alla fuga Juárez e il suo governo. Una giunta provvisoria, di stampo fortemente conservatore, proclamò la nascita dell’impero messicano e, su suggerimento di Napoleone III, ne offrì la corona all’arciduca Massimiliano d’Asburgo.

L’esecuzione dell’imperatore Massimiliano del Messico
L’esecuzione dell’imperatore Massimiliano del Messico. Fratello minore dell'imperatore austriaco Francesco Giuseppe, l'arciduca Massimiliano venne incoronato imperatore del Messico nel 1864 per iniziativa della Francia, che l'anno prima aveva occupato il paese.
Questi governò il Messico fino al 1867, quando la Francia – sotto la pressione degli Stati Uniti che continuarono a riconoscere Juárez come legittimo presidente – ritirò le truppe dal paese, permettendo alle forze repubblicane di Juárez, guidate dal generale Porfirio Díaz, di riassumere le redini del governo (1867); costretto ad arrendersi a Querétaro, Massimiliano venne condotto davanti alla corte marziale e fucilato. Rieletto presidente nel 1871, Juárez morì l’anno seguente e venne sostituito da Sebastián Lerdo de Tejada, il quale rimase in carica fino a che, nel 1877, Porfirio Díaz, a capo di una nuova insurrezione, lo depose. "Messico" Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2008
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