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Istituzioni politiche del Madagascar
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Già colonia francese, il Madagascar ottenne l’indipendenza il 26 giugno 1960. Nel 1975 si affermò nel paese un regime di tipo socialista durato fino al 1991. Nel 2007 una nuova Costituzione ha sostituito quella del 1992, rafforzando i poteri del presidente. A questi, eletto a suffragio universale ogni cinque anni, spetta il potere di nomina e di revoca del primo ministro, capo del governo cui compete l’esercizio del potere esecutivo.

 

Il potere legislativo è affidato a un Parlamento bicamerale: l’Assemblea nazionale (Antenimieram Pirenena, in francese Assemblée nationale) di 160 membri eletti a suffragio universale ogni cinque anni; e il Senato (Sénat) di 90 membri, di cui 60 eletti ogni quattro anni (10 per ogni provincia autonoma) e 30 nominati dal presidente. Dal punto di vista amministrativo il paese è suddiviso in sei province autonome (faritany mizakatena).

Il sistema giudiziario ricalca il modello francese e ha al suo vertice una Corte suprema e una Corte d’appello. È in vigore la pena di morte, ma dalla fine degli anni Cinquanta non vengono eseguite sentenze capitali.

Sulla scena politica, a lungo dominata dall’Avanguardia per il rinnovamento del Madagascar (Andry sy Riana Enti-Manavotra an’i Madagasikara, AREMA), si è imposta negli ultimi anni la formazione del presidente Marc Ravalomanana Io amo il Madagascar (Tiako I Madagasikara).

Il paese è membro delle Nazioni Unite, dell’Unione Africana e di diverse altre organizzazioni internazionali.

"Madagascar," Microsoft® Encarta

presidente malgascio
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