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Islam e fondamentalismo
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Quella cosiddetta “fondamentalista” è una delle tendenze più vistose dell’Islam del XX secolo. Essa affonda le sue radici nel XVIII secolo, nella predicazione di Muhammad ibn Abd al-Wahhab (vedi Wahhabiti), il quale, ispirandosi alla scuola hanbalita, si opponeva a ogni innovazione promuovendo invece un ritorno alla purezza dell’Islam delle origini.

 

Nel Novecento il fondamentalismo si diffuse nel mondo sunnita soprattutto per opera dell’egiziano Sayyid Qutb (membro dell’organizzazione dei Fratelli musulmani, giustiziato per ordine delle autorità egiziane nel 1966), dell’indo-pakistano Sayyid Abul A’la al-Mawdudi, fondatore dell’associazione Jama’at-i Islami, e di numerose altre personalità e movimenti politico-religiosi capaci di influire sulla vita di molti paesi;

per la diffusione del fondamentalismo nel mondo sciita fu invece fondamentale l’apporto di Ruhollah Khomeini e della rivoluzione islamica del 1979 in Iran (che influenzò, per il suo valore simbolico, la comunità islamica nel suo complesso).

A causa della crisi vissuta dai movimenti nazionalisti, panarabisti e socialisti, nei paesi islamici si è assistito negli ultimi decenni a una forte ripresa del fermento religioso, in cui hanno trovato terreno fertile ideologie rigoriste e tradizionaliste, spesso strettamente intrecciate a strategie politiche (ma anche militari) avverse all’Occidente e ai regimi dei paesi islamici da esso influenzati.

Così oggi il termine “fondamentalismo islamico” indica da una parte l’ideologia dei numerosi movimenti che

propugnano il ritorno alla rigida osservanza dei precetti della religione, anche come forma di opposizione politica e culturale all’Occidente (e in questo senso è analogo alle correnti integraliste e ortodosse esistenti in seno al cristianesimo e all’ebraismo); dall’altra indica invece la frastagliata galassia militante e combattente, che ha come obiettivo anche l’abbattimento dei regimi “compromessi” con l’Occidente, l’instaurazione di stati islamici e la restaurazione del califfato. Oltre che in Iran, dove dopo la rivoluzione del 1979 si è instaurato il primo stato islamico contemporaneo, fenomeni più evidenti di queste spinte si sono verificati negli ultimi decenni in Egitto, in Sudan, in Algeria, in Pakistan, in Afghanistan, coinvolgendo anche paesi dalla tradizione laica quali la Turchia e il Libano.

Il radicalismo politico islamico, che oggi ha nell’organizzazione Al Qaeda la sua più famigerata espressione, ha tratto alimento anche dai drammatici conflitti in atto, sia regionali sia globali, a cominciare da quello che da decenni tormenta la Palestina. "Islam," Microsoft® Encarta

Grande Moschea, Roma
LGrande Moschea, Roma. Encarta
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