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Storia della Russia : l’invasione mongola
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Dopo la morte di Jaroslav (1054) i figli si spartirono l’impero e, in seguito, ogni principe suddivise ulteriormente i propri territori tra i figli. La Russia divenne così un insieme di piccoli stati, in continuo conflitto tra loro ma vincolati da lingua, religione e tradizioni comuni. Nel frattempo da occidente, polacchi, lituani e Cavalieri teutonici iniziarono a invadere il paese.

Nel 1223, l’esercito mongolo di Gengis Khan invase il sud-est del paese. I principi russi si allearono per combattere il nemico comune, ma nella battaglia del fiume Kalka (oggi Kalmius) la coalizione fu sconfitta. Nel 1237, sotto il comando di Batu Khan, nipote di Gengis Khan, i mongoli conquistarono, devastandola, tutta la Russia meridionale.

 

Nel 1240 i mongoli conquistarono anche il territorio sudoccidentale, distrussero la città di Kiev, devastarono la Polonia e l’Ungheria, arrivando fino alla Moravia. Nel 1242 Batu stabilì la capitale a Sarai (vicino all’attuale Caricyn), fondando il khanato dell’Orda d’Oro, indipendente di fatto dall’impero mongolo.

L’invasione dei mongoli distrusse gli elementi di autogoverno e le assemblee rappresentative che si erano sviluppate in alcune città russe; si ebbe inoltre l’arresto del progresso economico e culturale, con il conseguente isolamento della Russia rispetto ai paesi dell’Europa occidentale. La città di Novgorod, che era sfuggita all’invasione mongola, nel 1240 subì la minaccia degli svedesi, che giunsero fino alle sponde della Neva ma furono sconfitti da Aleksandr Nevskij.

Due anni dopo i Cavalieri teutonici attaccarono da ovest, ma ancora una volta Aleksandr fermò il tentativo di invasione. Per evitare il rischio di una terza offensiva da sud, egli adottò una politica di sottomissione all’Orda d’Oro e di conciliazione con il khan. Nel 1246 Aleksandr succedette al padre come duca di Novgorod e nel 1252 gli fu conferito dai principi tatari il riconoscimento del principato di Vladimir e Suzdal. La maggior parte dei principi russi seguì allora l’esempio di Aleksandr, rendendo omaggio al regno tataro.

"Russia," Microsoft® Encarta

Gengis Khan
Gengis Khan. Encarta
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