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L'industria rumena
Immagini Romania

Lo sfruttamento forestale, praticato in Transilvania e sui Carpazi, svolge un ruolo di rilievo nell’economia rumena: la produzione di legname ha totalizzato nel 2006 quasi 13,8 milioni di m³. In via di sviluppo è la pesca nell’area deltizia del Danubio e nella Dobrugia, nota per la pesca dello storione. Nel 2005 il pescato fu di 14.718 tonnellate.

Le risorse del sottosuolo sono varie e relativamente abbondanti: bauxite, argento, manganese, piombo e rame, estratti perlopiù dai monti Apuseni. Importanti le riserve di salgemma, soprattutto nei Carpazi (circa 3 milioni di tonnellate annue). La ricchezza del settore è data tuttavia dai combustibili: consistente è infatti la produzione di petrolio, soprattutto nella zona di Ploieşti e in Moldavia (42,5 milioni di barili all’anno); altrettanto rilevante è l’estrazione di gas naturale, soprattutto in Transilvania e, non trascurabile, la produzione di carbon fossile. La maggiore centrale idroelettrica del paese è quella delle Porte di Ferro, sul Danubio.

Il settore dell’industria, che partecipa per il 37,9% alla formazione del PIL (2006) e occupa il 30% della popolazione attiva, domina l’economia del paese, che si è a lungo basata sull’industria pesante e su grandi colossi ormai obsoleti e in via di smantellamento. Dal crollo del regime comunista si è sviluppata una folta rete di piccole e medie imprese, in cui è molto rilevante la presenza di investitori stranieri e italiani in particolare. Di un certo rilievo sono l’industria chimica, meccanica, automobilistica, tessile, alimentare, del cemento e della lavorazione del legno.

Dal 1993 il commercio estero rumeno ha conosciuto una fase di liberalizzazione e di espansione, dovuta in gran parte alla presenza nel paese di imprese occidentali. Nel 2004 le esportazioni totali avevano un valore di 23.485 milioni di $ USA, a fronte di importazioni per 32.664 milioni di $ USA.

I principali prodotti esportati sono combustibili, apparecchiature elettriche ed elettroniche, legname, calzature, prodotti tessili e chimici; le importazioni riguardano principalmente beni di consumo e macchinari industriali. Principali partner commerciali della Romania sono oggi i paesi dell’Unione Europea (e in particolare Italia, Francia, Germania e Gran Bretagna) e la Turchia. Nel 1992 la Romania ha sottoscritto un patto di cooperazione economica con i paesi che si affacciano sul Mar Nero.

L’unità monetaria è il leu, suddiviso in 100 bani, emesso dalla Banca nazionale. Nel 2005 è stato adottato il nuovo leu, corrispondente a 10.000 vecchi leu.

Bucarest di Romania
Bucarest in Romania. Encarta
Le comunicazioni via terra sono scarsamente sviluppate: la rete stradale (198.817 km) è mediocre; migliore, benché ancora insufficiente, è il sistema ferroviario (10.781 km), attraverso il quale si svolge gran parte del traffico di merci. Le vie navigabili interne, ampiamente sfruttate per il commercio e i trasporti, sono pari a 1613 km (1996). I porti principali sono quelli di Costanza, sul Mar Nero, Galaţi e Brăila, sul basso Danubio; Giurgiu, da cui partono alcuni oleodotti verso i giacimenti petroliferi di Ploieşti, è un importante porto fluviale. Un canale, aperto nel 1984, collega Costanza con Cernavodă, porto fluviale sul Danubio. Le comunicazioni aeree, garantite dalla compagnia di bandiera Tarom, sono in espansione. I principali aeroporti del paese sono quelli di Bucarest, Costanza e Timişoara. "Romania," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009
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