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Storia del Belgio : Fine dell’impero coloniale e crisi istituzionale
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Nel 1960 violente sollevazioni nel Congo costrinsero il Belgio a ritirarsi dal territorio africano e il 30 giugno Baldovino proclamò l’indipendenza della colonia, che come nazione libera assunse il nome di Zaire (poi Repubblica Democratica del Congo). Tuttavia Bruxelles continuò a giocare un importante ruolo nel paese soprattutto attraverso le multinazionali belghe, che non furono estranee alla secessione del Katanga e allo scoppio della guerra civile. Nel 1962 anche il territorio del Ruanda-Urundi, amministrato dal Belgio sotto la responsabilità delle Nazioni Unite, conquistò l’indipendenza, proclamando gli stati indipendenti del Ruanda e del Burundi.

Emarginati per il ruolo avuto durante l’occupazione nazista, i fiamminghi iniziarono a riorganizzarsi politicamente negli anni Cinquanta; nel 1954 nacque la Volksunie. A partire dagli anni Sessanta, la vita politica paese fu dominata dal risveglio della questione politico-linguistica tra fiamminghi e valloni. Nel 1962 venne stabilita una frontiera linguistica e i ministeri dell’Istruzione e della Cultura vennero divisi in due sezioni, una fiamminga e l’altra vallone. Nel 1963 venne adottato uno statuto linguistico del comune di Bruxelles e vennero trasferite alcune località da una provincia all’altra. Tuttavia, le tensioni non si smorzarono, causando aspre polemiche.

Nel gennaio 1968, lo scontro tra valloni e fiamminghi provocò una grave crisi di governo. L’università di Lovanio si scisse in due parti e le facoltà francofone lasciarono il Brabante. In giugno, il leader dei cristiano-sociali Gaston Eyskens formò un governo di coalizione con i socialisti.

Eyskens venne rieletto nel 1971, ma, costretto a dimettersi l’anno seguente, fu sostituito con un nuovo governo di coalizione a guida socialista. Nel gennaio 1974 i contrasti tra le comunità riesplosero, provocando una nuova crisi politica. Dopo le elezioni di marzo, il leader dei cristiano-sociali Léo Tindemans formò un nuovo governo di coalizione con i liberali e il Raggruppamento vallone. Nel 1973 all’instabilità politica si aggiunse la crisi economica provocata dalla crisi del petrolio. L’invecchiamento dell’industria vallone, la chiusura delle miniere di carbone e di diversi impianti siderurgici aggravarono la crisi. Tindemans restò alla guida del governo fino al febbraio 1977. Le elezioni di aprile vennero precedute dalla firma del “patto Egmont”, che prevedeva la riorganizzazione del Belgio in tre regioni dotate di un’ampia autonomia.

Leopoldo III
Leopoldo III

Ma l’applicazione del patto trovò una diffusa opposizione; dalle elezioni del dicembre 1978 emerse un quadro politico non ancora stabilizzato."Belgio" Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009
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