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La Grecia al 19o secolo
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Nel 1827 Francia, Gran Bretagna e Russia avanzarono al sultano la richiesta di un armistizio con i rivoltosi; al rifiuto loro opposto, esse inviarono una forza navale congiunta che ebbe la meglio sulla flotta turca nella battaglia di Navarino. Nel 1829 il trattato di Adrianopoli pose fine al confronto (che aveva fatto anche da cornice a una guerra russo-turca combattuta nel 1828-1829), sancendo il riconoscimento dell’indipendenza greca. Nel 1830 Francia, Gran Bretagna e Russia dichiararono la Grecia regno autonomo sotto la loro comune protezione, assegnandole un territorio considerevolmente meno esteso rispetto alle attese dei nazionalisti.

Il regno di Ottone I

I primi anni di indipendenza si rivelarono difficili. Mentre le potenze cercavano un sovrano per la Grecia, l’amministrazione del paese fu lasciata a Giovanni Antonio di Capodistria, che governò in modo dittatoriale sino al suo assassinio nel 1831. Nel 1832 Ottone di Wittelsbach accettò il trono a lui offerto dalle potenze europee e l’anno seguente fu incoronato come Ottone I di Grecia.

Nel 1843 una sanguinosa rivoluzione costrinse il re a concedere una nuova e più liberale carta costituzionale. Nuovi motivi di contrasto sorsero quando il re accettò l’occupazione francese e inglese del Pireo per evitare una alleanza russo-greca durante la guerra di Crimea del 1853-1856. L’esercito depose Ottone nel 1862 offrendo la corona al secondogenito del re di Danimarca, salito al trono col nome di Giorgio I (1863).

L’anno seguente una nuova Costituzione liberale garantì il suffragio universale maschile e la creazione di un Parlamento bicamerale.
La questione territoriale

Durante l’ultimo decennio del XIX secolo il regno greco tentò in ogni modo di estendere il proprio territorio. A seguito della sconfitta della Turchia nella guerra del 1877-78, il congresso di Berlino apportò alcune modifiche ai confini settentrionali della Grecia, assegnandole la Tessaglia e parte dell’Epiro. La Turchia rifiutò queste decisioni, ma il governo greco ne rivendicò l’applicazione nel 1885 in occasione della nuova crisi scoppiata nella regione a seguito dell’annessione della Rumelia alla Bulgaria. In questo caso furono le potenze europee a bloccare preventivamente Atene. Due anni dopo il governo greco sostenne il moto indipendentista scoppiato a Creta rifiutando l’invito delle potenze europee ad astenersi da ogni azione. Azioni terroristiche contro postazioni turche in Macedonia provocarono un conflitto che la Grecia non era preparata ad affrontare e che si risolse in una prevedibile disfatta; solo l’intervento diplomatico russo fermò la reazione turca. Nel 1906 l’Assemblea nazionale proclamò la riunificazione di Creta alla Grecia.

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Giovanni Antonio di Capodistria
Giovanni Antonio di Capodistria. Wikipedia
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