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1a guerra mondiale : 1914-1915 : fronte orientale, turco e italiano
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Nell’agosto del 1914 due armate russe attraversarono il confine orientale della Germania, ma furono fermate dalle divisioni dei generali Paul von Hindenburg ed Erich Ludendorff, che inflissero agli invasori una sconfitta decisiva nella battaglia di Tannenberg (26-30 agosto) e in quella dei Laghi Masuri (6-14 settembre). Nel frattempo altre quattro armate russe, invaso il territorio austriaco, avanzarono in Galizia senza incontrare resistenza sino ai confini con l’Ungheria (fine marzo 1915); l’azione venne però bloccata dalla controffensiva austro-tedesca che dai monti Carpazi proseguì in Polonia centrale (maggio), Lituania e Curlandia (settembre), obbligando i comandi russi a richiamare le truppe dalla Galizia.

 

La guerra in Serbia

Da parte loro i serbi riuscirono a respingere tre tentativi di invasione senza operarne alcuno ai danni dell’Austria-Ungheria, così che il fronte rimase inattivo fino all’ottobre del 1915. All’inizio dello stesso mese, al fine di aiutare la Serbia in caso di un attacco bulgaro, giudicato sempre più probabile, truppe anglo-francesi sbarcarono a Salonicco: a quel punto gli austro-tedeschi attaccarono nuovamente le postazioni serbe (6 ottobre), sconfiggendole insieme al corpo di spedizione alleato sopraggiunto in soccorso dalla Grecia occidentale.

La Turchia entrò in guerra il 29 ottobre 1914, cooperando da subito con la Germania con il bombardamento navale delle coste russe del Mar Nero e l’invasione del Caucaso in dicembre; in risposta, forze navali inglesi bombardarono le fortificazioni turche sullo stretto dei Dardanelli nel febbraio del 1915, mentre tra aprile e agosto furono costituite due teste di ponte nella penisola di Gallipoli.

L’obiettivo alleato di acquisire il controllo degli Stretti fallì miseramente, e fu seguito dal ritiro di tutte le truppe presenti nella regione entro il gennaio del 1916.
Il fronte italiano

L’Italia stipulò un trattato segreto, il cosiddetto patto di Londra (26 aprile 1915), con Gran Bretagna, Francia e Russia, in base al quale si impegnava a entrare in guerra in cambio di compensi territoriali in Trentino, Alto Adige, Istria, Dalmazia, Albania e nel Dodecaneso. Il 24 maggio dichiarò guerra all’Austria-Ungheria, impegnando quest’ultima su un secondo fronte. Le prime quattro battaglie dell’Isonzo (29 giugno-7 luglio, 18 luglio-10 agosto, 18 ottobre-3 novembre, 10 novembre-10 dicembre) ebbero un esito incerto per le forze italiane, che fallirono l’obiettivo di spezzare le linee austriache e conquistare Trieste.

Come per tutte le potenze belligeranti, anche per l’Italia la guerra si tradusse in un logorante conflitto di posizione, per di più affrontato in condizioni sfavorevoli in quanto gli austriaci controllavano le

Campagna di Gallipoli
Campagna di Gallipoli. Encarta
postazioni più elevate in Veneto, in Trentino, in Friuli e in Carnia. Gli austriaci allentarono la pressione italiana con una violenta controffensiva in Trentino (la Strafexpedition, “spedizione punitiva”) i cui effetti risultarono più dirompenti sul piano psicologico e politico che non su quello militare: si spense allora la speranza ancora diffusa in Italia di un’imminente vittoria. "La prima guerra mondiale," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009
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