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L'URSS negli anni 60 : Sviluppo economico
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Nel 1964 il Presidium del Comitato centrale del partito destituì Kruscev da ogni carica e decise di affidare il potere al governo collegiale di Leonid Brežnev, Aleksej Kosygin e Nikolaj Podgornij. Le ragioni della destituzione di Kruscev risiedevano con ogni probabilità nel deludente andamento dei settori agricolo e industriale e nei fallimenti in politica estera, in particolare nella crisi dei missili a Cuba nel 1962 e nella mancata acquisizione di Berlino Ovest.

Mantenendo il metodo utilizzato alla morte di Stalin, il potere venne diviso: Brežnev fu nominato segretario del partito e Kosygin divenne primo ministro. Podgornij fu presidente dal 1965 al 1977. Tuttavia, negli anni Settanta Brežnev assunse un ruolo dominante. Nel 1976 fu confermato segretario generale del Partito comunista e, dopo le dimissioni forzate di Podgornij, ottenne anche la carica di presidente dell’URSS nel 1977. Una nuova Costituzione venne promulgata nello stesso anno.

 

L’economia sovietica dopo la seconda guerra mondiale seguì le linee già elaborate per i piani quinquennali e per il piano settennale (1959-1965). Il settore agricolo, che occupava gran parte della popolazione, conobbe un periodo di grave crisi a causa delle cattive condizioni meteorologiche che caratterizzarono numerose stagioni dal 1963 al 1975. Anche il settore industriale, che aveva conosciuto una rapida crescita durante l’attuazione dei piani quinquennali di Stalin, facendo dell’URSS la seconda potenza industriale e militare del mondo, entrò in crisi senza che il regime di Kruscev riuscisse a sanare la situazione. Si decise quindi l’attuazione di una serie di riforme, che prevedevano anche l’introduzione di alcuni elementi del capitalismo (ad esempio il profitto), con lo scopo di incrementare la produzione.

Di grande importanza per la crescita dell’economia sovietica fu lo sviluppo di un’area considerata periferica, la Siberia: gli immensi giacimenti di petrolio e gas naturale della Siberia occidentale incrementarono considerevolmente i rifornimenti energetici del paese.

Anche nel campo sociale e culturale vi furono significativi cambiamenti a partire dal secondo dopoguerra: l’istruzione gratuita, nella forma di scuole diurne, serali, corsi universitari o per corrispondenza, era accessibile a tutti coloro che si attenevano alla linea del partito. Si cercò anche di raggiungere le aree più isolate del paese: il tasso di analfabetismo passò dal 70% dell’epoca zarista a una percentuale irrisoria.

In campo scientifico le conquiste furono straordinarie e grande attenzione venne rivolta all’energia nucleare e all’esplorazione dello spazio. Nel 1957 furono lanciati i primi satelliti Sputnik 1 e 2, e nel 1961 Jurij Gagarin compì la prima orbita completa intorno alla Terra sul Volstok 1.

Una certa libertà d’espressione venne concessa durante gli anni della destalinizzazione dal 1955 al 1964, cui tuttavia seguì un ritorno a una politica più repressiva, specialmente dopo i tentativi di liberalizzazione affermatisi in Cecoslovacchia nel 1968 (vediPrimavera di Praga). Centinaia di dissidenti, considerati elementi sovversivi, furono imprigionati, internati in istituti di igiene mentale o costretti ai lavori forzati. Tra questi vi furono lo scrittore Aleksandr Solženicyn e il fisico nucleare Andrej Sacharov. Solženicyn, al quale nel 1968 fu vietata ogni pubblicazione in Unione Sovietica, venne espulso dal paese nel 1974. Sacharov, per la sua reputazione scientifica, sfuggì a lungo alla punizione, ma, dopo aver denunciato l’intervento sovietico in Afghanistan, nel dicembre del 1979 fu isolato a Gorki, dove fu sottoposto agli arresti domiciliari; soltanto nel 1986 gli fu concesso il permesso di rientrare a Mosca.

Leonid Brežnev
Leonid Brežnev. Encarta
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