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Epoca Kamakura (1185-1333), Nanbokucho (1336-1392) e Muromachi (1392-1568)
Fotografie Giappone

Minamoto Yoritomo scelse come centro della nuova amministrazione governativa il suo quartier generale di Kamakura, dove fu stabilito il bakufu (letteralmente “governo della tenda”). Nel 1192 egli fu nominato shogun, “comandante militare in capo”, con il potere di dichiarare guerra ai nemici dell’imperatore. Lo stesso imperatore conservò solo un potere formale, mentre il potere effettivo venne esercitato attraverso un articolato sistema dai signori feudali, i daimyo.

 

Dopo la morte di Minamoto Yoritomo (1199) il potere passò alla famiglia della moglie, gli Hojo, che lo conservarono per oltre cent’anni. Nel 1274 e nel 1281 il Giappone subì due tentativi di invasione da parte dei mongoli, che vennero respinti, assistendo nel contempo al rafforzamento del potere dei daimyo.

Grazie all’appoggio dei daimyo e in particolare di Ashikaga Takauji, capo del clan Ashikaga, nel 1333 Go-Daigo riuscì a sconfiggere gli Hojo e a ripristinare il potere imperiale; ma il suo tentativo era destinato a fallire e la cosiddetta “restaurazione Kemmu” si consumò nell’arco di soli tre anni.

Nel 1336 Ashikaga Takauji usurpò il potere e insediò un nuovo governo militare a Kyoto, mentre Go-Daigo stabilì la sua corte a Yoshino.

Ebbe inizio l’epoca Nanbokucho (“delle corti del Nord e del Sud”), che durò fino al 1392. In questo periodo a capo delle province vennero posti dei sovrintendenti militari (shugo), che nel corso del tempo si trasformarono in proprietari terrieri e signori, legati dal vincolo di fedeltà personale allo shogun.

Nel 1392 lo shogun Ashikaga Yoshimitsu (1368-1394) pose fine alla divisione del paese. Ebbe così inizio l’epoca Muromachi, che prese il nome dal quartiere di Kyoto dove Ashikaga Yoshimitsu insediò la sede dello shogunato. In questo periodo furono avviati importanti contatti commerciali con la Cina, che determinarono un deciso sviluppo economico e la comparsa di una prima borghesia urbana. La stabilità fu tuttavia di breve durata e all’inizio del XV secolo il governo centrale fu nuovamente coinvolto in violente lotte di potere.

Importante fu la cultura espressa dall’epoca, verso il cui tramonto giunsero in Giappone i portoghesi (1543) e il gesuita Francesco Saverio (1549), che introdusse il cristianesimo nel paese.

"Giappone," Microsoft® Encarta

Go-Daigo (1288-1339)
Go-Daigo (1288-1339). Encarta
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