Fotografie
Economia italiana : elementi di debolezza del sistema produttivo
Fotografie Italia

La dipendenza dall’estero per le materie prime è naturalmente un fattore di fragilità in ogni sistema produttivo, ma purtroppo in Italia non è l’unico. La mancanza di un’organica programmazione industriale è un elemento non meno dannoso: in effetti l’industrializzazione italiana fu fondamentalmente legata al caso, alle iniziative di taluni imprenditori, rilevandosi a volte altamente positiva, a volte fallimentare. Inoltre, come si è visto, se da un lato si concentrò in quelle regioni del Nord già favorite dalle infrastrutture, dall’altro lato si sviluppò su produzioni che oggi sono definite a basso apporto di tecnologia: l’Italia è tuttora un paese che investe molto poco nella ricerca.

 

Un altro aspetto singolare dell’economia italiana è il ruolo importante che, accanto alla grande industria privata, continuava ad avere l’impresa pubblica. L’IRI, in particolare, ha ampliato via via i suoi interessi in molteplici settori, sia industriali sia dei servizi. In qualche caso ciò avvenne perché l’ambito d’intervento era considerato di preminente interesse nazionale (ad esempio la nazionalizzazione del settore elettrico), in altri perché lo stato si proponeva di creare industrie e, insieme, una cultura industriale, proprio in quelle aree del Mezzogiorno nelle quali era assente o troppo debole l’iniziativa privata, mentre permaneva un mondo rurale spesso arcaico e “dimenticato”. Sin dal 1950 venne istituito un organismo finanziario statale apposito per il Sud, la Cassa per il Mezzogiorno. L’ente, al quale vennero destinate ingenti risorse, diede all’atto pratico esiti molto inferiori alle aspettative; la sua attività terminò nel 1986.

Nell’intento di accorciare la storica distanza economica tra Settentrione e Meridione furono individuate nel Sud le zone che dovevano svolgere una funzione trainante della nuova economia, definite “poli di sviluppo”, perché le industrie realizzate dallo stato, tutte nei settori di base, avrebbero dovuto col tempo far decollare l’economia dei territori circostanti. Si ricordano, tra le realizzazioni più impegnative, il centro siderurgico di Taranto, il complesso petrolchimico di Brindisi, il centro chimico di Ottana, nel cuore della Sardegna pastorale, “cattedrale nel deserto” esemplarmente rimasta come simbolo del clamoroso fallimento di questo genere d’interventi, grandiosi quanto estranei alla realtà locale; e, ancora, il mai attuato centro siderurgico di Gioia Tauro, dove fu sconvolta una delle poche pianure

Monumento al marinaio d’Italia, Brindisi
Monumento al marinaio d’Italia, Brindisi. Encarta
fertili della Calabria, con la distruzione di ricchi agrumeti, e venne costruito un apposito porto, rimasto per molti anni inutilizzato. "Italia," Microsoft® Encarta
Ricerca personalizzata