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L'economia thailandese
Immagini Thailandia

Le risorse economiche del paese si basano soprattutto sui ricchi giacimenti di carbone, oro, piombo, stagno, tungsteno, manganese, zinco e pietre preziose. Ingente inoltre è il patrimonio forestale, che fornisce legname da esportazione, soprattutto teak, e largamente produttivo è il fertile suolo alluvionale formato dal Menam e da altri corsi d’acqua. Negli ultimi decenni si è infine notevolmente sviluppato il turismo: nel 2006 gli arrivi furono 13,9 milioni.

La coltivazione, la trasformazione e l’esportazione di prodotti agricoli, riso in special modo, rappresentano le risorse più importanti per l’economia del paese. Anche se la Thailandia è stata per lungo tempo una tra le più prospere nazioni asiatiche, la dipendenza dalla monocoltura l’ha resa eccessivamente vulnerabile alle fluttuazioni dei prezzi mondiali del riso e alle variazioni del raccolto. Il governo ha tentato di avviare una serie di programmi di sviluppo volti alla diversificazione dell’economia, anche attraverso la promozione di metodi di coltivazione scientifici, in particolare attraverso un’irrigazione controllata dei campi di riso.

Ampiamente sostenuta da investimenti stranieri, la Thailandia si industrializzò rapidamente durante gli anni Ottanta e nei primi anni Novanta del Novecento, registrando tassi di crescita economica che raggiunsero, nel 1993, il 7,5%. Nel 2006 il prodotto interno lordo fu di 206.338 milioni di dollari USA, pari a un PIL pro capite di 3.252,30 dollari.

La Thailandia è tra i maggiori produttori mondiali di riso (32.263.504 tonnellate nel 2006), nonostante la resa per ettaro sia piuttosto bassa. Il secondo prodotto più importante è il caucciù, di cui è ricca di piantagioni la penisola malese, seguito da mais, sorgo, manioca, canna da zucchero, cotone, tabacco, caffè e kenaf, la cui fibra viene utilizzata nella fabbricazione di corde. Diffuso è l’allevamento di bufali, bovini, suini e volatili da cortile, e molto attiva la pesca, soprattutto di gamberi e molluschi. Il 28,3% del territorio è coperto da foreste, da cui si ricava legname pregiato che viene largamente esportato. Il settore primario fornisce il 10,7% (2006) del PIL, occupando il 43% della forza lavoro.

Risorse minerarie e industria

La Thailandia è uno dei maggiori produttori mondiali di stagno, estratto in gran parte nella penisola malese. Altre risorse minerarie sono costituite da lignite, gesso, minerale di zinco, piombo concentrato, minerali di ferro, tungsteno concentrato, minerale di antimonio, manganese. Il comparto industriale occupa il 20% della popolazione attiva e fornisce il 44,6% (2006) del PIL; dominanti sono i settori di trasformazione dei prodotti alimentari, chimici e dei derivati del petrolio, il settore tessile e dei componenti elettronici, l’industria di autoveicoli, le manifatture di tabacco, i cementifici.

La quasi totalità dell’energia elettrica prodotta nel paese – il 91,5% (2003) – proviene da centrali alimentate a combustibile; da segnalare una piccola percentuale (2,2%) di provenienza eolica e solare.

Agricoltura della Thailandia
Agricoltura in Tailandia
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