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Economia della Cambogia l'agricoltura e la sua industria
Fotografie Cambogia

L’agricoltura rappresenta la voce principale per l’economia cambogiana. Prima della guerra e dei disordini civili degli anni Settanta e Ottanta, il paese era ampiamente autosufficiente dal punto di vista alimentare e, nonostante la scarsità del raccolto per singolo appezzamento di terra (peraltro effettuato una sola volta l’anno), venivano esportate rilevanti quantità di riso di cui, a partire dal 1974, divenne invece necessaria l’importazione. Nel 1975 il nuovo governo dei Khmer Rossi nazionalizzò i mezzi di produzione e l’agricoltura fu collettivizzata; il leggero incremento della produzione che ne derivò fu però reso vano dallo scoppio della guerra (1978), cui fece seguito una gravissima carestia che provocò anche il collasso del settore manifatturiero (di piccole dimensioni) e la distruzione delle reti di comunicazione.

Agricoltura e pesca in Cambogia

Il 70% della popolazione attiva trova occupazione nel settore agricolo, che produce prevalentemente riso (coltura che occupa circa l’80% delle terre arabili). Discreta è inoltre la produzione di mais, manioca, fagioli di soia, sesamo, canna da zucchero, banane, tabacco e noci di cocco. Il settore primario contribuisce alla formazione del PIL per il 34,2%.

Le considerevoli difficoltà di collegamento all’interno del paese fanno sì che venga sfruttata solo una piccola percentuale del potenziale offerto dalle estese foreste, che coprono il 59,2% del territorio cambogiano. Il prodotto più importante del settore è il caucciù che, seguito dal legname, rappresenta una delle voci di maggior rilievo nell’economia del paese. La pesca, soprattutto di carpe, pesci persici e sperlani, riveste una notevole importanza economica per la Cambogia, che ha nel lago Tônlé Sap una delle riserve di pesce d’acqua dolce più vaste del Sud-Est asiatico; la maggior parte del pescato annuo (326.652 tonnellate nel 2004) viene utilizzata per il fabbisogno interno.

Il settore industriale ha subito notevoli danni a causa dei conflitti degli anni Settanta ed è stato solo parzialmente riattivato. Ancora negli anni Novanta venivano prodotti perlopiù cemento e gomma lavorata. Il settore impiega l’11% della forza lavoro e produce il 26,7% (2005) del PIL del paese. Le risorse minerarie del paese sono piuttosto limitate; vengono estratti soprattutto zirconi, zaffiri, rubini, sale, fosfati e bauxite.

operai cambogiano
operai Cambogia Foto E. Buchot
La Cambogia dispone inoltre di grandi potenziali di energia idroelettrica, ma la guerra e i continui contrasti interni hanno impedito lo sviluppo anche di questo settore. Infatti, la maggior parte dell’elettricità prodotta nel paese (il 55,5%) proviene da centrali alimentate a combustibile.
Ordinamento dello stato
Il paese, in base alla Costituzione promulgata il 24 settembre 1993, è, dal punto di vista istituzionale, una monarchia costituzionale; la carica di capo dello stato è ricoperta dal re, mentre il potere esecutivo è esercitato da un Gabinetto di ministri, guidato da un primo ministro coadiuvato da un secondo primo ministro. Il potere legislativo spetta all’Assemblea nazionale, composta da 120 membri provenienti dalle liste delle maggiori forze politiche. Dal punto di vista dell’amministrazione locale, il paese è suddiviso in venti province e quattro municipalità. La pena di morte è stata abolita nel 1989. Encarta
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