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Storia dell'Inghilterra : l’Inghilterra dei Tudor e degli Stuart
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La dinastia Tudor diede all’Inghilterra un forte ed efficiente governo centrale. Enrico VII si sbarazzò dei rivali York e sposò Elisabetta, figlia di Edoardo IV, ottenendo in breve tempo il riconoscimento della Spagna e nel 1489, con il trattato di Medina del Campo, della Francia, dei Paesi Bassi e della Scozia.

Ambizioso e audace, Enrico VIII regnò dal 1509 al 1547. Animato dal desiderio di riportare l’Inghilterra tra i principali attori europei e consigliato dall’abile cardinale Thomas Wolsey, sconfisse prima i francesi a Guinegatte, poi gli scozzesi a Flodden Field. Desiderando un erede maschio, che non ottenne dalla moglie Caterina d’Aragona, Enrico VIII chiese a papa Clemente VII il permesso di divorziare, ma l’assenso gli fu negato. Allora Enrico rifiutò di riconoscere l’autorità papale e con l’Atto di supremazia (1534) si proclamò capo della Chiesa nazionale, che prese il nome di Chiesa anglicana. Fu così libero di sposare Anna Bolena. Il matrimonio avvenne nel 1533, ma nemmeno Anna diede al re un figlio maschio. Enrico prese allora in moglie Jane Seymour, che morì dando alla luce Edoardo. Thomas Cromwell, abile consigliere del re, guidò i cambiamenti rivoluzionari degli anni Trenta del XVI secolo, comprendenti la rottura con la Chiesa cattolica, la soppressione dei monasteri, la vendita dei beni ecclesiastici, la riforma del Parlamento e la creazione di una nuova struttura burocratica, sorta dal vecchio consiglio reale.

Sotto Edoardo VI, che regnò dal 1547 al 1553, venne rafforzata la riforma protestante. Edoardo morì a sedici anni e gli succedette la sorellastra, figlia di Caterina d’Aragona, che divenne regina con il nome di Maria I.

La regina reintrodusse la religione cattolica e sposò il cugino Filippo II di Spagna. La condanna a morte di numerose persone accusate di eresia contribuì ad alimentare il malcontento popolare, già suscitato dal suo matrimonio, che aveva trascinato l’Inghilterra in una guerra contro la Francia, terminata con la perdita di Calais (1558). Quando Maria la Sanguinaria, come venne chiamata, morì (1558), salì al trono la sorellastra Elisabetta, figlia di Anna Bolena.

Elisabetta I fu uno dei più grandi sovrani inglesi. In accordo con il Parlamento, nel 1559 diede alla Chiesa un’impronta moderata. Neutralizzò la minaccia scozzese aiutando la fazione protestante e filoinglese di quel paese a predominare. Appoggiò i ribelli protestanti dei Paesi Bassi spagnoli e incoraggiò le navi inglesi a razziare quelle spagnole. Nel 1588 la sua flotta sconfisse l’Invincibile Armata spagnola, impedendole di invadere l’Inghilterra. L’Irlanda, che era sempre più scossa da moti di ribellione, divenendo così vulnerabile agli attacchi stranieri, fu conquistata definitivamente nel 1603. Il regno di Elisabetta segnò l’ascesa politica ed economica dell’Inghilterra: le istituzioni politiche, pur sottomesse all’assolutismo, mantennero autorità e vigore, mentre l’economia subì una decisa accelerata grazie all’espansione dei commerci internazionali.

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Enrico VIII
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