Fotografie
Storia della Francia : la dinastia capetingia
Fotografie Francia

Alla morte di Luigi V, l’ultimo re carolingio (967-987), la nobiltà si rivolse a Ugo Capeto (figlio di Ugo il Grande, conte di Parigi), che si assicurò consenso distribuendo terre ai suoi elettori. Nonostante i nobili francesi non avessero intenzione di avallare la fondazione di una dinastia dei Capetingi, Ugo, con il sostegno della Chiesa, riuscì ad affermare la sua autorità e a far incoronare coreggente suo figlio Roberto II: i Capetingi si assicurarono la successione alla corona per discendenza maschile per oltre tre secoli (987-1328).

 

La dinastia capetingia

I primi sovrani capetingi rimasero sottomessi ai principi feudali: su di loro riuscì a imporsi, alla fine dell’XI secolo, Guglielmo il Conquistatore, duca di Normandia e vassallo del re Filippo I. Toccò al successore di Filippo, Luigi VI, consolidare definitivamente il potere nell’Ile-de-France, la regione al cui centro si trova Parigi, reprimendo sistematicamente l’opposizione feudale.

Nel 1137 egli combinò il matrimonio tra il figlio, il futuro Luigi VII, ed Eleonora, erede al ducato di Aquitania, assumendo così il controllo di vasti territori tra la Loira e i Pirenei. Alcuni anni dopo il papa concesse l’annullamento del matrimonio e successivamente Eleonora sposò Enrico Plantageneto, conte d’Angiò e duca di Normandia, che nel 1154 divenne re d’Inghilterra col nome di Enrico II. In tal modo l’Aquitania passò dalla corona francese a quella inglese e i domini di Enrico in terra francese (il regno angioino) superarono notevolmente per estensione quelli di Luigi VII.

La dinastia dei Capetingi conobbe miglior fortuna sotto il successore di Luigi VII, Filippo II Augusto. Grazie al suo primo matrimonio, egli ottenne i territori settentrionali dell’Artois, del Valois, del Vermandois e del Vexin, una piccola ma importante area attraversata dalla Senna, al confine tra la Normandia e l’Ile-de-France.

La possibilità di muoversi contro il regno angioino gli si presentò quando Giovanni Senzaterra, re d’Inghilterra, sposò una principessa già promessa a un altro vassallo di Filippo.

Filippo convocò Giovanni alla sua corte tre volte e, poiché questi non si presentò, dichiarò alienati i suoi feudi. Nel 1204 egli intraprese la conquista militare della Normandia e dell’Angiò, conclusa dieci anni dopo con la sconfitta degli eserciti alleati di Inghilterra e Sacro romano impero nella battaglia di Bouvines (1214). L’occasione di intervenire al sud fu fornita invece dagli albigesi, una setta religiosa eretica particolarmente attiva in Provenza e in Linguadoca. Contro questi papa Innocenzo III promosse una crociata nel 1209, promettendo ai crociati le terre che avrebbero sottratto agli eretici. La campagna militare fu condotta con successo dal figlio di Filippo Augusto, Luigi VIII: i possedimenti reali si estesero così fino a comprendere i territori costieri del mar Mediterraneo. Morto Luigi VIII nella crociata, salì al trono il dodicenne Luigi IX che subito si trovò a fronteggiare la ribellione della nobiltà locale. Il sovrano si garantì tuttavia la fedeltà delle province conquistate, estendendo e migliorando l’amministrazione del regno e inviando ispettori nelle province, in funzione di controllo nei confronti dei funzionari regi. A Luigi IX, morto di peste a Tunisi durante una crociata, succedette Filippo III. Filippo IV il Bello, ultimo grande re capetingio, rafforzò notevolmente i poteri della monarchia.

Battesimo di clovis
La Gallia Romana Encarta

Vescovi, baroni e città furono costretti alla collaborazione con il sovrano, in materia sia di giustizia sia di finanze. Filippo si assicurò l’annessione della Franca Contea, di Lione e di parti della Lorena, ma non riuscì a imporre il suo controllo sulle Fiandre: quest’ultimo intervento fu inoltre tanto oneroso da indurlo a tentare di imporre tributi al clero, entrando così in contrasto con papa Bonifacio VIII: la disputa, che verteva sostanzialmente sul principio di sovranità, si aggravò fino a sfociare nell’oltraggio di Anagni, dove il papa venne imprigionato dai francesi.

Nel 1305, alla morte di Bonifacio, grazie all’influenza di Filippo fu eletto un papa francese, Clemente V, che trasferì la sede papale da Roma ad Avignone nel 1309. La grande necessità di denaro spinse Filippo all’espulsione degli ebrei dal regno e alla confisca dei loro beni; per la stessa ragione egli perseguitò e sciolse l’ordine dei templari. Tra il 1314 e il 1328, si succedettero al trono tre figli di Filippo IV (Luigi X, Filippo V e Carlo IV), nessuno dei quali lasciò un erede maschio. "Francia," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009
http://it.encarta.msn.com © 1997-2009 Microsoft Corporation. Tutti i diritti riservati.
Ricerca personalizzata