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Asia : Diffusione della civiltà cinese
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Gli ambiziosi sovrani della dinastia Han (206 a.C.-220 d.C.) estesero l’egemonia cinese verso ovest attraverso il vasto bacino del Tarim. Essi eressero degli avamposti militari lungo la Grande Muraglia e ai margini del deserto per proteggere le carovane di mercanti dalle razzie delle tribù nomadi. I mercanti persiani, arabi e indiani frequentavano la capitale Han, ed è probabile che gli Han orientali avessero contatti diretti con Roma.

 

Nel 105 a.C. gli Han colonizzarono il nord della Corea e la cultura cinese permeò i regni di Koguryo, Silla, Pakche e Kaya. A sud i cinesi sottoposero a un processo di assimilazione il Vietnam, che venne da essi direttamente governato per circa un millennio.

Gli Han svilupparono una cultura raffinata, raggiungendo alti livelli nella letteratura, nell’arte della ceramica, nella pittura, nella scultura e nella musica. I loro ingegneri costruivano strade e canali paragonabili a quelli romani; la fiorente società urbana viveva secondo la morale confuciana.

In seguito al declino degli Han, i popoli nomadi lungo le frontiere ripresero le incursioni. A partire dai primi secoli dell’era cristiana, turcomanni, mongoli e unni si spinsero attraverso l’Asia centrale fino all’Europa e, infine, alla stessa Roma.

L’influsso dei cinesi restò molto forte in Corea anche dopo la fine del loro dominio, nel periodo dei tre regni (IV-VII secolo d.C.). I coreani si convertirono al buddhismo e adottarono i caratteri cinesi nella scrittura e il sistema confuciano di governo.

La cultura cinese si diffuse dalla Corea al Giappone, dominato dal clan Yamato, le cui origini erano tradizionalmente fatte risalire alla divinità Amaterasu. I giapponesi si espansero nel IV secolo nella Corea, venendone scacciati due secoli dopo. La conversione al buddhismo dei giapponesi sembra risalire a quell’epoca.

"Asia," Microsoft® Encarta

Grande Muraglia cinese
Grande Muraglia cinese. Encarta
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