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Le destalinizzanione dell'URSS
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Durante il XX congresso del partito, tenutosi a Mosca tra il 14 e il 25 febbraio del 1956, furono denunciati i crimini di Stalin. L’attacco più violento venne da Kruscev, che lo accusò di aver abbandonato il metodo di direzione collegiale proprio del marxismo per istituire il culto della sua persona, con conseguenze disastrose per l’URSS. Kruscev lo accusò inoltre di essere colpevole di “arresti di massa e deportazioni di migliaia di persone, di condanne capitali senza processo”; di non aver approntato una difesa adeguata contro l’invasione tedesca, causando in tal modo la morte di migliaia di soldati; di “progettare l’eliminazione dei vecchi membri del Politburo” e infine di essersi reso responsabile della rottura con la Iugoslavia e di aver messo in pericolo “i rapporti amichevoli con le altre nazioni”.

 

Questi attacchi sconvolsero profondamente non solo i sovietici, ma i comunisti di tutto il mondo. Durante la campagna di destalinizzazione furono rimossi i ritratti di Stalin da tutti i luoghi pubblici e le località che portavano il suo nome vennero ribattezzate, i testi scolastici riscritti.

Durante il periodo della destalinizzazione il controllo sovietico sui paesi satellite venne seriamente minacciato da una serie di rivolte scoppiate nel 1956 in Polonia e in Ungheria (vedi Rivoluzione ungherese). Il malcontento popolare polacco sfociò nelle sommosse operaie di Poznan, che innescarono a loro volta numerose dimostrazioni. Minacciando dapprima un intervento militare, Mosca riuscì a risolvere la crisi imponendo un cambiamento forzato nel governo, e offrendo alla Polonia la cancellazione di parte dei debiti e la concessione di ulteriori crediti.

In Ungheria le rivolte si fecero via via più numerose, sino a quando le truppe sovietiche intervennero brutalmente per sedare il movimento indipendentista; successivamente venne costituito un governo fantoccio sotto la guida di János Kádár. La tragedia ungherese lacerò profondamente i partiti comunisti europei; alcuni, fra i quali quello italiano, cominciarono a mettere in discussione la validità del modello sovietico.

"URSS," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009
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Nikita Kruscev
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