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Storia del Messico: il crollo del regime “priista”
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Nel marzo 1994, il candidato ufficiale del PRI Luis Donaldo Colosio fu assassinato durante la campagna elettorale. Colosio venne rimpiazzato da Ernesto Zedillo Ponce de León, che ad agosto vinse le elezioni subentrando a Salinas de Gortari nella carica presidenziale. Zedillo si trovò di fronte la peggiore crisi finanziaria della storia messicana; nel 1995, con il paese sull’orlo della bancarotta, il neopresidente annunciò nuove misure di austerità e ulteriori privatizzazioni. Nonostante un grosso prestito del Fondo monetario internazionale, il Messico rimase tuttavia afflitto da una grave crisi.

Il regime “priista”, lacerato dalle lotte tra fazioni e dalla corruzione, iniziò a vacillare sotto i colpi di un’opposizione più organizzata ed efficace. Nel 1995 lo stesso ex presidente Salinas de Gortari fu costretto a fuggire all’estero, dopo che era venuto alla luce il coinvolgimento del fratello nell’assassinio di Luis Donaldo Colosio. Nel 1996 un accordo tra i principali partiti portò all’adozione di misure rivolte a garantire una maggiore trasparenza delle elezioni e nel 1997, per la prima volta nella sua storia, il PRI perse la maggioranza nel Parlamento federale. Nella stessa tornata elettorale il candidato del Partito della rivoluzione democratica (PRD) Cuauhtemoc Cárdenas diventò capo del governo del distretto federale di Città di Messico, battendo il candidato priista.

Alla fine del 1997 si aggravò il conflitto in Chiapas. Tradendo gli accordi di San Andrés dell’anno precedente, Zedillo attuò in Chiapas una strategia di “guerra di bassa intensità”. La violenta offensiva dell’esercito messicano e dei gruppi paramilitari legati ai latifondisti e al PRI causò l’abbandono di centinaia di villaggi, i cui abitanti si rifugiarono nelle foreste oppure si riversarono nelle periferie delle città. L’episodio più grave di questa strategia, che causò complessivamente centinaia di vittime, si verificò il 24 dicembre 1997 nel villaggio di Acteal, dove 45 persone, in gran parte donne e bambini, furono trucidate all’interno di una chiesa dalle truppe paramilitari sotto gli occhi dell’esercito federale. Nonostante le proteste internazionali, la pressione militare nel Chiapas aumentò; nel 1998 il governo messicano espulse dalla regione centinaia tra osservatori e volontari stranieri, impedendo l’ingresso anche ai rappresentanti di organizzazioni umanitarie e religiose.

Agli inizi del 1998, dopo una repentina caduta del peso nei confronti del dollaro, il paese venne investito dal grave scandalo del Fondo bancario di protezione del risparmio (FOBAPROA). Creato agli inizi degli anni Novanta per proteggere i risparmiatori, il FOBAPROA, di proprietà statale, aveva infatti concesso credito per 65 milioni di dollari a banche e imprese private in seguito fallite. Lo scandalo portò alla luce l’intreccio affaristico-criminale tra settori dello stato e dell’oligarchia finanziaria, causando il definitivo smottamento del sistema di potere priista.

Nel luglio del 2000 il candidato priista alla presidenza fu infatti clamorosamente sconfitto dal leader del PAN Vicente Fox. Oltre a perdere la presidenza, il PRI subì una secca sconfitta nelle contestuali elezioni legislative. Nato sull’onda degli eventi rivoluzionari degli anni Dieci e rimasto al potere ininterrottamente per 71 anni, il PRI uscì di scena senza trascinarsi dietro lo Stato al quale era da tempo saldato, come molti temevano. ."Messico" Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2008
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Ernesto Zedillo Ponce de León
Ernesto Zedillo Ponce de León. Candidato alla presidenza della Repubblica federale del Messico per il Partito rivoluzionario istituzionale (PRI) dopo l'uccisione di Luis Donaldo Colosio Murrieta, Ernesto Zedillo Ponce de León fu eletto alla massima carica nel 1994.
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