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Storia della Corea del Sud : la crisi politica e sociale in Corea del Sud
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Nell’estate del 2002 la Corea del Sud ospitò, insieme al Giappone, la Coppa del Mondo di calcio, che, vissuta con grande partecipazione patriottica da parte dei coreani, vide la squadra nazionale giungere inaspettatamente in semifinale. All’evento sportivo seguì la campagna per le presidenziali di dicembre, che si svolse in un clima di forte polemica, segnato dalle tensioni sollevate dall’annuncio della ripresa del programma di armamento nucleare in Corea del Nord.

Nonostante gli aspri attacchi dei conservatori e il sostegno fornito al loro candidato dall’amministrazione americana, il candidato del Partito democratico Roh Moo-Hyun sconfisse, sebbene di misura, quello del Grande partito nazionale. Avvocato impegnato nella difesa dei diritti politici e umani, oppositore del regime militare, fautore della continuazione del dialogo con Pyongyang e contrario alla presenza delle basi statunitensi in Corea del Sud, Roh Moo-Hyun si affermò soprattutto grazie alla straordinaria mobilitazione dei giovani, che ricorsero alle moderne tecnologie (internet, posta elettronica, sms) per promuovere il candidato del Partito democratico.

Nel maggio 2003, contrassegnate dalle proteste degli oppositori alla presenza delle basi militari statunitensi nel paese, si svolsero le celebrazioni del 50° anniversario dell’alleanza militare tra Corea del Sud e Stati Uniti.

Privo a sua volta di una maggioranza nel Parlamento, Roh Moo-Hyun lanciò un ambizioso programma rivolto a colpire la corruzione e il nepotismo, a pervenire a una più equa distribuzione delle risorse economiche e a rilanciare il dialogo di pace con la Corea del Nord. A partire dall’agosto 2003 Seoul e Pyongyang ripresero infatti le trattative, che videro la partecipazione dei rappresentanti di Stati Uniti, Russia, Cina e Giappone; il dialogo proseguì fino a febbraio 2004, senza tuttavia pervenire a un accordo. Nello stesso mese, Roh Moo-Hyun chiese al Parlamento di Seoul l’autorizzazione a inviare un contingente in Iraq accanto alle forze della coalizione anglo-americana.

L’iniziativa, rivolta a rafforzare l’alleanza con gli Stati Uniti e a favorire una svolta pacifica alla crisi nordcoreana, incontrò nel paese una forte opposizione e Roh Moo-Hyun diventò un facile bersaglio dell’opposizione conservatrice. Accusato di corruzione, si scontrò con una parte del suo stesso partito, che abbandonò per creare una nuova formazione, l’Uri Dang (“Nostro partito”). In marzo, l’impeachment contro Roh Moo-Hyun, definito dai suoi sostenitori un “colpo di stato parlamentare”, provocò una vasta ondata di proteste in tutto il paese. L’offensiva conservatrice ebbe come effetto il rafforzamento del presidente. Nelle elezioni legislative di aprile l’Uri Dang si affermò clamorosamente, conquistando, sebbene per pochi seggi, la maggioranza nel Parlamento coreano. In maggio, la Corte suprema annullò l’impeachment contro Roh Moo-Hyun. L’esile maggioranza conquistata dall’Uri Dang non consentì tuttavia al presidente Roh Moo-Hyun di sostenere il suo piano di riforme.

Roh Moo-Hyun
Roh Moo-Hyun

Le opposizioni si opposero in particolare alla strategia di riavvicinamento alla Corea del Nord, ritenuta troppo conciliante, e allo spostamento della capitale amministrativa da Seoul a Yeongi-Kongju, che nelle intenzioni del governo era rivolta a dare un impulso riequilibratore tra le varie regioni del paese. Questo progetto, fatto segno da numerose contestazioni e bocciato dalla Corte costituzionale, venne poi accantonato nell’ottobre 2004. Anche la lotta anticorruzione lanciata da Roh Moo-Hyun segnò il passo, nonostante un accordo “per una società trasparente” sottoscritto dai maggiori partiti e dagli amministratori delle principali città e imprese private del paese (tra cui la Samsung). A riportare il problema all’attenzione dell’opinione pubblica coreana furono le vicende degli amministratori delegati della Hyunday e della Daewoo, entrambi condannati a pesanti pene detentive, e quella dello scienziato Hwang Woo-suk, che nel 2005 annunciò un’importantissima scoperta nel campo delle cellule staminali ma fu poi costretto a confessare di aver falsificato i dati delle sue ricerche. Con le elezioni parziali di aprile 2005, Roh Moo-Hyun perse la maggioranza nel Parlamento. Dopo la nuova disfatta subita dal suo partito Uri Dang nelle elezioni locali del maggio 2006, Roh Moo-Hyun tentò di contrastare la perdita di consensi con un nuovo piano chiamato “Visione 2030”, annunciando forti investimenti in ambito sociale. Il programma trovò tuttavia pochi sostenitori anche all’interno dell’Uri Dang, che Roh Moo-Hyun, ormai isolato, abbandonò nel febbraio 2007. Gli ultimi importanti atti della presidenza di Roh Moo-Hyun furono l’accordo sottoscritto nello stesso mese dalla Corea del Nord, che accettò di sospendere il suo piano nucleare in cambio di sostanziosi aiuti economici, e l’accordo di libero scambio sottoscritto in aprile con gli Stati Uniti. In maggio, per la prima volta dopo 56 anni, la frontiera tra le due Coree fu attraversata da un treno passeggeri.

Nelle elezioni presidenziali del dicembre 2007 si afferma con il 48,7% dei voti il candidato del Grande partito nazionale (Hannara Dang) Lee Myung-Bak; giunge al secondo posto Chung Dong-Young del Nuovo partito democratico unito (in cui è confluito l’Uri Dang), che ottiene il 26,1% dei voti. Nelle elezioni legislative dell’aprile 2008 il Grande partito nazionale ottiene il 37,4% dei voti e 153 dei 299 seggi dell’Assemblea nazionale. "Corea del Sud," Microsoft® Encarta

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