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Crisi del modello giapponese dal 1989
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Alla morte dell’imperatore Hirohito, nel gennaio del 1989, il figlio Akihito inaugurò l’epoca Heisei (“ritorno della pace”), che si contraddistinse già dai suoi esordi per una forte instabilità politica dovuta alle divisioni all’interno del Jiminto. In seguito all’emergere di una serie di scandali, nel 1989 la guida del governo passò da Takeshita a Uno Sosuke. Nelle elezioni del 1990, i liberaldemocratici del Jiminto ottennero una forte affermazione. Incapace di far fronte alla critica situazione economica, il nuovo premier Kaifu Toshiki venne tuttavia sostituito da Miyazawa Kiichi alla fine del 1991; nello stesso anno il Partito socialista assunse il nome di Partito socialdemocratico (Shakai Minshuto).

 

Negli anni Novanta entrò definitivamente in crisi il modello sociale e politico giapponese costruito a partire dagli anni Cinquanta, che aveva il suo fulcro nel Partito liberaldemocratico. Solidissimo fino agli anni Ottanta, il sistema economico, di cui i keiretsu erano la colonna portante, andò a sua volta indebolendosi, causando la crisi di migliaia di imprese, tenute in vita solo dai finanziamenti provenienti dal governo centrale e da un sistema bancario a sua volta sull’orlo del collasso. La crisi del sistema politico favorì inoltre l’emergere di forze dallo spiccato carattere nazionalistico, che allarmò la Corea del Sud e la Cina, tra i più importanti partner commerciali del paese. Il rallentamento dello sviluppo economico, i problemi finanziari e gli echi degli scandali politici causarono la rottura degli equilibri di governo e l’uscita dal Jiminto di un gruppo (Shinshinto, Partito della nuova frontiera) guidato da Ozawa Ichiro.

Con le elezioni anticipate del 1993, dopo 38 anni di ininterrotta egemonia liberaldemocratica, il governo del paese passò a una coalizione di sette partiti guidata da Hosokawa Morihiro, leader del Partito del rinnovamento. Il nuovo governo ebbe tuttavia una vita travagliata e breve. Nel 1994 il socialdemocratico Murayama Tomiichi diventò premier grazie a un accordo con i liberaldemocratici.

Nel gennaio del 1995 la città di Kobe fu colpita da un devastante terremoto; in marzo, un attentato terroristico con sostanze tossiche attuato nella metropolitana di Tokyo dai membri di una setta religiosa (Aum Shinri Kyo) causò dodici morti e l’intossicazione di un migliaio di persone. Verso la fine dell’anno, la crisi di una delle maggiori banche del paese, la Daiwa, portò alla luce l’intreccio tra gli ambienti finanziari e politici e quelli criminali della yakuza, la potente mafia giapponese.

"Giappone," Microsoft® Encarta

imperatore Akihito
imperatore Akihito. Encarta
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