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Storia dell'Indonesia : Conflitti separatisti
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Megawati Sukarnoputri salì alla presidenza indonesiana forte di un ampio sostegno interno e internazionale. Il suo compito era tuttavia difficile: riformare il sistema politico e debellare il fenomeno della corruzione; rilanciare l’economia; fronteggiare il grave conflitto separatista a Sumatra, ad Aceh e nella provincia di Papua (dove, nella primavera del 2000, le milizie nazionaliste avevano proclamato l’indipendenza) e quello etnico e religioso, che nell’arcipelago delle Molucche stava causando migliaia di vittime e decine di migliaia di profughi.

Dopo l’attacco terroristico dell’11 settembre 2001 contro gli Stati Uniti (vedi anche vedi Stati Uniti d’America, Storia: 11 settembre 2001), Megawati Sukarnoputri offrì il suo sostegno alla strategia antiterrorismo promossa da Washington, impegnandosi a contrastare i gruppi islamici radicali presenti nel paese.

In seguito a difficili trattative condotte con i separatisti, nel gennaio 2002 venne istituita ad Aceh una “regione speciale” dotata di ampia autonomia; Megawati Sukarnoputri promosse un analogo provvedimento per Papua (ex Irian Jaya), che venne però bocciato dal governo. A febbraio, le maggiori organizzazioni delle comunità cristiane e musulmane delle Molucche pervennero a una tregua, ignorata però dal Laskar Jihad, la fazione islamica più estremista. Nei mesi seguenti, l’Indonesia fu investita da un’ondata terroristica che culminò a ottobre in un sanguinoso attentato a Bali (attribuito dal governo all’organizzazione islamica Jamaa Islamiyah, sospettata di collusione con Al Qaeda di Osama Bin Laden), in cui trovarono la morte più di 190 persone tra cui molti turisti australiani e britannici. Nonostante una tregua stipulata a dicembre con le forze separatiste, ad Aceh si intensificarono i combattimenti, che portarono nel maggio 2003 alla proclamazione della legge marziale.

La situazione del paese, già precaria, si deteriorò ulteriormente, a partire dal 2002, per la diffusione di una serie di epidemie (SARS, influenza aviaria, dengue), che causarono diverse vittime e ingenti danni economici.

Le elezioni legislative del marzo 2004 videro il ritorno del Golkar, il partito dell’ex dittatore Suharto, che conquistò il primo posto con il 21,6% dei voti e 128 dei 550 seggi del Parlamento indonesiano. Il Partito democratico indonesiano-Lotta di Megawati Sukarnoputri ottenne solo il secondo posto, con il 18,5% dei voti e 109 seggi. Nel primo turno delle elezioni presidenziali, svoltosi nel giugno seguente, il candidato del Golkar venne clamorosamente escluso. A settembre, l’ex generale Susilo Bambang Yudhoyono, già ministro degli Interni di Abdurrahman Wahid, conquistò la presidenza indonesiana superando con un largo margine Megawati Sukarnoputri (60,9% contro 39,1%).

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