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La Spagna alla fine degli anni 90 : conferma dei popolari
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Nel settembre del 1999 il Parlamento spagnolo condannò per la prima volta “il colpo di stato fascista” con il quale, nel 1936, Francisco Franco aveva rovesciato il governo repubblicano; la condanna non fu tuttavia sottoscritta dal Partito popolare di Aznar, che si astenne dal voto.

Sul piano economico, beneficiando di una favorevole congiuntura, la Spagna conseguì importanti obiettivi, tra cui l’entrata nell’euro con il gruppo di testa e una forte riduzione della disoccupazione, favorita soprattutto da una vigorosa strategia di deregolamentazione del mercato del lavoro messa in atto dal governo di Aznar. Il Partito popolare, sfruttando sapientemente la crisi del Partito socialista, si aggiudicò le elezioni legislative del marzo 2000, conquistando la maggioranza assoluta dei seggi del Parlamento.

 

Nonostante i successi registrati nella lotta contro l’ETA – dovuti anche alla collaborazione della Francia, meno disposta rispetto al passato a tollerare la presenza dell’organizzazione separatista sul proprio territorio – la violenza nelle Province Basche non accennò a diminuire, causando diverse decine di vittime. La severa politica repressiva attuata da Aznar provocò peraltro profonde spaccature nella società basca, in maggioranza contraria alla strategia terroristica ma al tempo stesso risoluta a ottenere una maggiore autonomia dalla Spagna. Le tensioni si acuirono in particolar modo in occasione delle elezioni anticipate del maggio 2001 per il rinnovo del Parlamento regionale basco, quando i due maggiori partiti nazionali (quello socialista e quello popolare) tentarono, senza però riuscirci, di strappare l’egemonia al Partito nazionalista basco, e soprattutto nel giugno del 2002, quando Aznar presentò la “ley partidaria”, che sanciva l’obbligo per tutti i partiti spagnoli di condannare apertamente il terrorismo.

La legge, rivolta a mettere fuorilegge Batasuna, la formazione politica basca vicina all’ETA, fu votata dal Parlamento spagnolo a grande maggioranza, con l’astensione di Izquierda Unida e i voti contrari dei nazionalisti della Galizia e delle Province Basche. Nell’agosto successivo, il Parlamento spagnolo votò una mozione che chiedeva la messa al bando di Batasuna, suscitando timori e proteste nelle Province Basche.

Nella primavera del 2002, da poche settimane rieletto all’unanimità alla guida del Partito popolare, Aznar annunciò che non si sarebbe ricandidato per un terzo mandato di governo, aprendo la corsa alla successione. Il paese continuò a beneficiare di buoni risultati economici, registrando tuttavia il più alto tasso di disoccupazione dell’Unione Europea (13,7%, contro una media del 9,5%). Primo investitore europeo in America latina, la Spagna iniziò anche ad avvertire gli effetti della grave crisi che alla fine del 2001 aveva colpito l’Argentina.

"Spagna," Microsoft® Encarta

José María Aznar
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