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Storia dell'Italia : La civiltà di Roma
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Nel Lazio antico, a sud del fiume Tevere, erano insediate le popolazioni dei latini e dei sabini, che avevano costruito i loro villaggi in cima ai colli, sia per motivi di difesa, sia per evitare il contatto con le zone paludose. Verso l’VIII secolo a.C. probabilmente si contrapponevano due associazioni di villaggi: il primo gravitava sulla città di Alba Longa, il secondo aveva per centro il Palatino e altri colli, su cui sarebbe nata di lì a poco la città di Roma (secondo la tradizione nell’anno 754 o 753 a.C.). Le origini della storia di Roma furono caratterizzate dal governo dei re, secondo la tradizione in numero di sette: i quattro leggendari re della prima fase della monarchia sono Romolo, il fondatore di Roma, Numa Pompilio, l’inventore del culto religioso, Tullo Ostilio, l’artefice dell’espansione verso il mare, Anco Marzio, l’edificatore delle prime opere urbanistiche della città. Per la seconda fase monarchica gli elementi mitici della memoria storica si diradano, lasciando spazio a dati meglio verificabili: si delinea così il rapporto con la cultura etrusca, attestato dai tre re Tarquinio Prisco, Servio Tullio e Tarquinio il Superbo, di origine appunto etrusca. La fine del predominio etrusco, che coincise con l’avvento della repubblica (fine del VI secolo a.C.), cadde in un periodo di sommovimento per tutti i popoli italici, testimoniato da una serie di guerre nel corso delle quali Roma impose il proprio predominio nell’area centrale della penisola, salvo poi dover contrastare la distruttiva avanzata dei celti (chiamati “galli” dai romani).

La spinta espansionistica romana si orientò anche a sud, dove Roma dovette superare la resistenza dei sanniti, sconfitti definitivamente nel 290 a.C., e delle città della Magna Grecia, capeggiate da Taranto. Le vittorie contro Cartagine, città fondata dai fenici sulle coste della Tunisia, nella prima e nella seconda guerra punica (264-201 a.C.; vedi Guerre puniche), consegnarono ai romani la Sicilia, la Sardegna e la Corsica, che diventarono province (cioè territori sottoposti e controllati da Roma). Roma rivolse quindi la sua attenzione verso Oriente, per controllare i ricchi mercati asiatici: una serie di guerre contro gli stati ellenistici di Macedonia e di Siria trasformò Roma in potenza egemone nel Mediterraneo.Il I secolo a.C. vide la crisi delle istituzioni repubblicane e l’affermazione del ruolo politico dell’esercito, composto da professionisti della guerra al servizio di generali ai quali erano uniti da stretti rapporti di fedeltà. La crisi degenerò in guerra civile, con la contrapposizione tra dittatori: lo scontro fu dapprima tra Caio Mario e Lucio Cornelio Silla, quindi tra Gneo Pompeo e Giulio Cesare.

In quei frangenti Roma concesse la cittadinanza a tutti i popoli alleati o soggetti che risiedessero a sud della linea formata dall’Arno e dal Rubicone (89 a.C.); tale diritto fu esteso da Giulio Cesare nel 49 a.C. agli insubri, che abitavano nella Pianura Padana, contribuendo a definire la prima unità politica del territorio peninsulare italiano, cuore di un grande impero compreso tra la Britannia e l’Africa settentrionale, la Spagna e il Danubio, l’Egitto e la Siria. Un momento decisivo nell’unificazione istituzionale e politica dell’Italia fu costituito dalla riforma amministrativa introdotta da Augusto nel 27 a.C., con cui la penisola fu suddivisa in undici regioni. Altra scelta destinata a fissare l’impronta della civiltà romana nella storia italiana fu la centuriazione della terra nelle campagne del Centro-Nord:

Lupa capitolina
Lupa capitolina
la divisione delle terre in lotti geometrici, assegnati ai centurioni che si erano distinti nelle guerre contro i barbari, lasciò un’impronta duratura nel paesaggio agrario. Al tempo stesso la cultura giuridica elaborata dai romani, l’organizzazione del sapere, le acquisizioni tecnologiche, le realizzazioni artistiche, le forme urbane tipologizzate dalla struttura di Roma fornirono altrettanti elementi di civiltà capaci di sopravvivere alle variazioni dei domini e dei regimi politici. Allo stesso modo, le strade romane, grandi arterie di collegamento militare ed economico, segnarono i tracciati della viabilità che sarebbero stati percorsi nei secoli successivi. Questi elementi caratterizzanti della civiltà romana si andarono sviluppando e diffondendo lungo tutto il periodo dell’impero, insieme con le nuove conquiste e con il loro consolidamento. Roma acquistava sempre più un carattere di grande città cosmopolita, accogliendo genti e culti diversi, ma anche i germi della disgregazione che, con la pressione sempre più incalzante dei popoli barbari ai confini, avrebbero portato al crollo dell’impero. "Italia" Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2008
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