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Arte spagnola : Barocco, rococo, neoclassico : architettura
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La magnificenza malinconica dell’architettura di Herrera fu soppiantata verso la metà del Seicento dal magniloquente stile barocco, che ben si adattava al fervido cattolicesimo tipico della Spagna. La facciata della cattedrale di Granada, affidata ad Alonso Cano e cominciata nel 1667, viene di solito considerata uno dei primi e più importanti capolavori dell’architettura barocca spagnola. Benché sia contraddistinta dal senso di grandiosità tipico del barocco, ha decorazioni piuttosto modeste, caratteristica che la differenzia dalle opere prodotte dalla generazione successiva. Quest’ultima predilesse infatti gli ornamenti esuberanti e complessi che si osservano sugli edifici spagnoli del tardo Seicento e del primo Settecento.

 

Tale gusto per una fastosa decorazione si sviluppò in particolare nelle regioni meridionali del paese, dove trovò espressione nel lavoro della famiglia Churriguera, composta da architetti e scultori attivi a Siviglia. Il termine churrigueresco viene infatti talvolta usato non solo per definire un certo stile ma, in senso più ampio, per indicare l’intero periodo del tardo barocco e rococò nell’architettura spagnola. Il membro più illustre della famiglia fu José Benito Churriguera, che si distinse per un orientamento piuttosto sobrio. Egli fece largo uso di salomónicas (colonne tortili) ricche di ornamenti, ma non tralasciò mai una certa solidità architettonica, mentre il lavoro di alcuni dei suoi seguaci raggiunse eccessi tali da perdere del tutto la percezione della struttura sottostante. I tentativi più audaci non furono intrapresi tanto in Spagna quanto nelle colonie americane, dove lo stile rimase in voga fin quasi al termine del Settecento.

Maggiore sobrietà presenta invece il Palazzo Reale di Madrid (cominciato nel 1738), progettato dall’italiano Giovan Battista Sacchetti. Nella sua relativa povertà di dettagli decorativi la costruzione anticipa il neoclassicismo, che si diffuse in Spagna e nel resto dell’Europa dalla fine del XVIII secolo. Il più celebre edificio spagnolo eretto in base ai nuovi canoni fu il Prado di Madrid, disegnato da Juan de Villanueva e completato nel 1787. L’edificio fa parte dell’eredità architettonica lasciata da Carlo III, il cui regno rappresentò un momento felice nella storia del paese. Il re si adoperò infatti per promuovere lo sviluppo economico e culturale del paese. Pensato in origine come museo di storia naturale, nel 1819 il Prado fu aperto al pubblico come museo d’arte nazionale.

Museo del Prado, Madrid
Museo del Prado, Madrid. Encarta
"Arte Spagna," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009
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