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Arte in Italia : Il novecento
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Maggiore centro industriale d’Italia all’inizio del XX secolo, Milano fu l’ambiente ideale per lo sviluppo del futurismo, movimento artistico che esaltava il dinamismo e il carattere frenetico della moderna vita urbana. Fondato nel 1909 dallo scrittore e attivista Filippo Tommaso Marinetti, interessò non solo le arti figurative, ma anche la letteratura, il teatro e la musica. I maggiori esponenti della pittura e della scultura futurista furono Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Gino Severini, Carlo Carrà, Mario Sironi, Fortunato Depero e Luigi Russolo.

In un primo tempo i futuristi si ispirarono al divisionismo e alla scultura di Medardo Rosso; poi, a partire dal 1912, adottarono la tecnica della scomposizione dei piani tipica del cubismo, giungendo in certi casi fino all’astrazione, con dinamiche composizioni di forme e linee (si veda Velocità astratta di Balla, 1914). Soggetto prediletto dell’arte futurista fu tuttavia la vita nelle città moderne, con particolare attenzione alla realtà del movimento (del corpo umano, delle macchine, dei treni); ricorrono inoltre alcune immagini legate alla prima guerra mondiale. L’architettura futurista venne interpretata in guizzi geniali e visionari nei progetti di Antonio Sant’Elia.

 

Appassionato sostenitore di Benito Mussolini, negli anni Venti Marinetti chiese il sostegno del regime fascista per la corrente da lui fondata. I fascisti privilegiavano però stili figurativi più tradizionali; a partire dal primo conflitto mondiale, altre tendenze artistiche cominciarono a imporsi, prendendo le distanze dalle idee futuriste. Alcuni artisti, tra cui Severini, Carrà e Sironi, lavorarono alla decorazione di numerosi edifici pubblici.

Giorgio de Chirico, che nel primo decennio del Novecento aveva dipinto inquietanti quadri metafisici (destinati a esercitare notevole influsso sui surrealisti), iniziò nel periodo fra le due guerre a tributare grande interesse alla ripresa di elementi classici, senza tuttavia abbandonare il suo stile personalissimo. Allo stesso modo architetti come Marcello Piacentini orientarono la loro ricerca verso edifici monumentali ispirati all’antica Roma, capaci di esprimere le aspirazioni imperiali del regime. D’altra parte, rispetto agli alleati tedeschi, i fascisti italiani furono più tolleranti nei confronti dell’arte moderna e commissionarono alcune costruzioni in stile razionalista, come la Casa del Fascio (1932-1936) di Como, progettata da Giuseppe Terragni.

Dichiaratamente antifascista, il movimento di Corrente, che dal 1938 riunì intorno alla rivista “Vita giovanile” di Raffaele De Grada artisti quali Renato Birolli, Bruno Cassinari, Ennio Morlotti, Giuseppe Migneco, Aligi Sassu, Renato Guttuso ed Ernesto Treccani, propose un’arte di rinnovamento, lontana da qualsiasi omaggio al regime e consonante piuttosto con l’esperienza di Picasso.

La ripresa economica del paese dopo la seconda guerra mondiale portò alla costruzione di imponenti edifici, tra i quali spiccano quelli di Pier Luigi Nervi, che ideò innovative forme architettoniche in cemento armato. Nella pittura e nella scultura emersero le figure di Lucio Fontana e Alberto Burri, personalità importanti per lo sviluppo dell’arte astratta nel secondo dopoguerra e anche dell’Arte povera. Nonostante questi artisti cercassero di sovvertire e stravolgere il concetto classico di arte, la tradizione figurativa continuò a sopravvivere, in modi e forme innovative, ad esempio nell’opera di Renato Guttuso, Marino Marini, Giacomo Manzù e Francesco Messina.

Negli ultimi vent’anni del Novecento si è affermato il movimento della

Palazzo della Civiltà italiana, Roma
Palazzo della Civiltà italiana, Roma. Encarta
Transavanguardia, del quale hanno fatto parte Francesco Clemente, Sandro Chia e Mimmo Paladino. Attraverso i quadri enigmatici ed eclettici di questi artisti, spesso caratterizzati da riferimenti alla mitologia antica, si esprime il postmodernismo del tardo XX secolo. Le allusioni alla ricca eredità culturale italiana rappresentano un tema ricorrente nella storia dell’arte italiana, dettato dall’intento di coniugare la tradizione classica con le nuove esigenze espressive. "Italia," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009
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