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Pittura, tombe e corredi funerari in Cina (221 A.C. - 589 D.C.)
Fotografie Cina

Nonostante la brevità del suo regno, la dinastia Ch’in (221-206 a.C.) svolse un ruolo importante nella storia cinese. Al collasso politico del tardo impero Zhou orientale seguì il consolidamento del potere di Shi Huangdi, signore dello stato feudale di Ch’in, che completò il processo di unificazione in atto e divenne il primo imperatore della Cina (221-210 a.C.). La sua tomba, scoperta nel 1974 nella provincia nordoccidentale dello Shanxi (a Qin, nei pressi di Xi’an), conteneva oltre seimila statue di uomini e animali in terracotta, poste a protezione della cripta imperiale. Originariamente, i pezzi erano dipinti a colori vivaci.

 

Il figlio di Shi Huangdi, suo successore sul trono imperiale, fu incapace di conservare il potere paterno. La dinastia Ch’in fu soppiantata dalla dinastia Han, che governò la Cina per oltre quattro secoli (206 a.C. - 220 d.C.).
Pittura della dinastia Han

L’arte della pittura, affermatasi nel tardo periodo Zhou, fiorì sotto gli Han. Ne danno testimonianza le tombe, decorate con soggetti attinenti alla vita ultraterrena o ispirati alle leggende di antichi eroi. I dipinti di questo periodo mostrano, per la prima volta nell’arte cinese, il tentativo di rappresentare lo spazio e la distanza; nei paesaggi appaiono inoltre alcuni dettagli descrittivi, anche se semplificati. I documenti storici dell’epoca riferiscono di palazzi riccamente decorati, con ritratti di imperatori e murali: sfortunatamente nessuna di queste opere è giunta sino a noi.

Tombe e corredi funerari
Anche gran parte delle decorazioni tombali è scomparsa, lasciando solo la nuda architettura. Le fonti letterarie Han (vedi Letteratura cinese) descrivono magnifici palazzi imperiali, purtroppo andati distrutti. Spetta allora alla complessità delle strutture tombali di fornire fondamentali indicazioni sulla sofisticata architettura coeva, che aveva registrato il passaggio dalle strutture a travi in legno e terra battuta delle dinastie precedenti ad articolati sistemi di copertura retti da colonne. All’interno delle tombe Han un gran numero di oggetti in miniatura, realizzati in ceramica policroma e noti come ming-ch’i (“beni spirituali”), riproducevano simbolicamente animali, edifici e beni posseduti dal defunto.

Anche se la diffusione dei ming-ch’i contribuì a un generalizzato declino della qualità dei corredi funerari, alcuni pezzi Han rinvenuti colpiscono per estrema raffinatezza e preziosità. Dalle camere di una tomba principesca risalente al 120 ca. a.C., scoperta nella provincia dell’Hebei nel 1968, è emerso un ricco corredo di lacche, sete, ceramiche e manufatti in bronzo, alcuni dei quali con intarsi in oro. Il principe defunto e la moglie erano stati sepolti in sarcofagi perfettamente aderenti alle forme del corpo, composti ognuno da oltre duemila piastre rettangolari di giada (minerale che nella cultura cinese simboleggia la vita eterna), cucite insieme con fili d’oro; gli archeologi stimano che ognuno di questi manufatti abbia richiesto oltre dieci anni di lavoro per essere completato. La ricchezza della corte Han non riuscì a impedire la fine della dinastia nel 220 d.C.

Armata di terracotta
Armata di terracotta. Encarta
Nei quattro secoli successivi, noti come “periodo delle Sei Dinastie” (220-589 d.C.), numerosi clan rivali cercarono di controllare varie zone dell’impero. Durante quest’epoca l’arte cinese conobbe nuovi sviluppi, correlati a importanti mutamenti in campo religioso. La diffusione del confucianesimo e del taoismo portò all’affermazione di nuovi temi e stili. L’ideale confuciano trovò espressione sovente in scene di pietà filiale, mentre i taoisti predilessero rappresentazioni di paesaggi e di leggende popolari. "Cina," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009
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