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Arte britannica : Il periodo anglosassone
Fotografie Regno Unito

Data convenzionale d’inizio dell’arte anglosassone è il 597, quando sant’Agostino di Canterbury giunse in Inghilterra per convertire le genti. La conoscenza di quest’arte è frammentaria, poiché pochi edifici hanno conservato l’aspetto originario e nulla resta degli affreschi e dei tessuti che decoravano le chiese e gli altari. Gli oggetti preziosi furono razziati durante le invasioni vichinghe e solo quelli nascosti in luoghi segreti si sono salvati. Perlopiù si tratta di opere anonime e, in assenza di firme o di documentazione, le datazioni restano incerte o sono stabilite su criteri stilistici, arrivando talvolta a divergere di vari secoli.

 

Lo sviluppo dell’arte anglosassone si divide in due periodi fondamentali separati da un intervallo coincidente con la dominazione scandinava. I più importanti reperti archeologici del VI secolo sono quelli rinvenuti nella nave sepolcrale di Sutton Hoo nel Suffolk (British Museum, Londra), comprendenti gioielli d’oro (gli orafi anglosassoni erano conosciuti in tutta Europa), l’elsa di una ricchissima spada, una fibula e un fermaglio da spalla, un elmo e uno scudo appartenenti forse al re Raedwald, morto intorno al 630.

Il regno di Northumbria, a nord, dove erano missionari i monaci irlandesi, è il più rilevante per la produzione

artistica, anche se in seguito all’invasione vichinga, tra il IX e l’XI secolo il potere si spostò a sud nel regno del Wessex, che riuscì progressivamente a estendere il proprio dominio su tutto il territorio; Winchester ne fu la capitale politica e culturale.

"Arte britannica," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009
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Constable: La cattedrale di Salisbury
Constable: La cattedrale di Salisbury. Encarta
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